• 2 Gennaio 2026

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Verona-Avellino, Pecchia: “Devo molto al club irpino, ma bisogna vincere…”

Serve una scossa al Bentegodi. Una scossa obbligata, dovuta. Anche perchè la scintilla che sembrava aver acceso il Pianeta Hellas all’esordio ha dato l’impressione di essersi spenta domenica scorsa a Benevento. Un motivo in più per voltare pagina e affrontare l’Avellino con un atteggiamento diverso. La personalità ci vuole, per carità, il bel gioco anche, ma serve anche quella dose di concretezza che deve accompagnare tutte le squadre che vogliono lasciare un segno sul campionato. Mister Pecchia non ha dubbi e alza l’asticella per lanciare un messaggio a un gruppo che deve prendersi subito delle responsabilità, altrimenti il rischio che si potrebbe correre è quello di rivivere una stagione tristemente identica a quella della retrocessione dalla A alla B. «Abbiamo lavorato bene in settimana – ammette il tecnico – e le sensazioni sono positive. Bisogna cancellare la sconfitta di Benevento, spero che ci dia più forza e un po’ di rabbia per affrontare con la giusta determinazione l’Avellino». Una squadra che nelle prime tre partite di campionato ha raccolto solo due punti. «Non facciamoci ingannare dalla classifica – spiega – l’Avellino è una squadra forte con giocatori esperti, soprattutto lì davanti. Proveranno a fare la gara con i loro strumenti e i loro mezzi, noi dovremmo essere all’altezza, giocando anche su palle sporche e vaganti, su questo dobbiamo fare la gara. Sarà una partita importante non dobbiamo sottovalutarla e dovrà essere sempre così. Ci sono tre punti in palio, se vogliamo arrivare fino in fondo ogni partita deve avere lo stesso significato, quindi servirà grande umiltà. Carattere e grinta fin dal primo minuto per portare i tifosi dalla nostra parte». Corsi e ricorsi storici, Pecchia ritrova il suo passato. «Ho passato ad Avellino otto anni della mia vita – ricorda il tecnico dell’Hellas – , sono cresciuto tanto come calciatore e come uomo, in quella città ho conseguito la licenza media, mi sono diplomato e lì ho iniziato l’università. Devo molto al club irpino che mi ha dato opportunità di crescere». Ieri mattina la rifinitura a Peschiera, alla fine il mister gialloblù ha convocato ventun giocatori. Squalificato per una giornata Antonio Caracciolo, out per infortunio Franco Zuculini, si rivede in gruppo Giampaolo Pazzini ma difficilmente il bomber andrà in campo dal primo minuto. Toccherà a Cherubin giocare in mezzo alla difesa con Bianchetti, sulle fasce Pisano e Souprayen, in mezzo Bessa, Romulo e Fossati che possono alternarsi nei compiti e nei ruoli. Tutto da decidere il tridente offensivo ma si potrebbero rivedere insieme Ganz, Luppi e Siligardi. «Ho visto bene Pazzini in questi giorni – sottolinea Pecchia e sono felicissimo del suo ritorno, ha un valore tecnico assoluto e non soltanto sul campo. Siligardi? Ha fatto la differenza in B con il Livorno, le sue qualità sono sotto gli occhi di tutti. È stato penalizzato perché dopo il Foggia ha avuto un problema che l’ha ritardato, chiaro che per un attaccante la scintilla del gol è fondamentale, peccato per quel tiro deviato nella gara di Benevento. Zuculini purtroppo è ancora bloccato. È entrato con la Salernitana, ci ha dato una grande mano. Ha subìto un colpo forte al ginocchio e fa fatto fatica a recuperare, ma credo che tra domenica e lunedì sarà a disposizione. Il mio compito è quello di esaltare le caratteristiche di ogni calciatore, a volte mi riesce e a volte meno». A mente fredda, sette giorni dopo la sconfitta di Benevento, Pecchia non rinnega le scelte fatte al Vigorito. «Intanto spero non ci capiti più di giocare l’intera partita in dieci – butta lì con un sorriso -. Le scelte che ho fatto le rifarei, avevo bisogno dei tre cambi più avanti nella gara. In quella posizione, basso a destra, Romulo aveva giocato diverse volte, Pisano ha già fatto il centrale. Nella difficoltà abbiamo retto bene il campo, considerando che le migliori occasioni le abbiamo create noi». La doppia trasferta al Sud ha portato solo un punto. Meglio chiudere la porta e pensare solo all’Avellino. «È importante giocare bene ma ancora di più vincere – conclude mister Pecchia -. Dobbiamo capire quando tenere palla e quando tentare l’affondo, in questo gioco chi fa più gol vince, la regola è questa».

(Fonte: L’Arena)

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