Ancora una trasferta per l’Hellas. I gialloblù sfidano la Spal e vanno a caccia dei tre punti per sfatare un tabù: quest’anno non hanno mai vinto lontano dal Bentegodi e Ferrara potrebbe diventare un nuovo punto di partenza. Non sarà facile, però, mettere sotto una neopromossa che si è fatta rispettare nelle prime quattro gare del torneo cadetto. Dopo la sconfitta all’esordio con il Benevento i biancazzurri hanno battuto il Vicenza tre a zero, pareggiato con l’Ascoli rimontato due gol all’Entella. Con cinque punti in classifica possono dormire sonni tranquilli e cercare l’impresa con una delle «corazzate» del torneo, grazie anche all’entusiasmo che sta accompagnando le matricole della B vedi quello che sta succedendo in casa del Cittadella, del Pisa o del Benevento. «Osservo la Spal da tempo – ammette Fabio Pecchia -, l’ho seguita anche in Coppa Italia, a Cagliari, quando aveva fatto una grande partita al Sant’Elia. Per questo la gara va preparata bene. Hanno un tecnico bravo, giocano un 3-5-2 diverso dal solito, hanno tanto entusiasmo e vengono da una stagione positiva. Inoltre hanno giocatori di qualità, i numeri lo confermano, troviamo una matricola certo ma dobbiamo avere grande attenzione». Dopo la vittoria di sabato con l’Avellino il Verona sfiderà questa sera la Spal nel primo turno infrasettimanale della stagione e domenica dovrà vedersela con il Frosinone. Tre gare ravvicinate in pochi giorni. «Mi è capitata spesso questo tipo di esperienza – spiega Pecchia – in questi giorni bisogna recuperare energie fisiche e mentali per ripartire. Dobbiamo fare valutazioni generali, per la prima volta sto pensando anche a un possibile turn over anche se non mi piace stravolgere la squadra, vedremo prima della partita». Ormai a pieno regime Giampaolo Pazzini, Pecchia ritrova anche Antonio Caracciolo che ha scontato il turno di squalifica mentre dovrà rinunciare a Franco Zuculini che continua la sua riabilitazione dopo la botta rimediata a Salerno. Il tecnico del Verona ha convocato 21 giocatori ma non sembra intenzionato a cambiare molto nella formazione titolare con Nicolas tra i pali, Pisano e Souprauyen sulle fasce, Bianchetti e con ogni probabilità Caracciolo in mezzo all’area. Solito centrocampo con Fossati davanti alla difesa e i due brasiliani Bessa e Romulo che viaggiano a ritmo di samba tra centrocampo e attacco tra assist, gol e giocate di qualità. «Romulo è un calciatore che qui conoscete molto bene – sottolinea il tecnico del Verona – ho avuto modo di valutarlo quest’anno dal primo giorno di ritiro e sono soddisfatto della sua professionalità, oltre che dalle sue qualità. Anche perchè non si arriva alla Juve per caso e non si viene convocati per un mondiale se non ci sono delle qualità. Dispiace per l’infortunio ma ora sta bene e Romulo dà un grande contributo alla nostra causa e può migliorare ancora. Deve dare continuità alla sua azione, se riuscirà a mantenere questi standard nel lungo periodo allora potrà alzare l’asticella. Può fare la differenza in Serie A, figuriamoci se non la può fare in B». Tutto da decifrare in avanti, ci sono sei giocatori – Pazzini, Ganz,Gomez, Luppi, Siligardi e Fares – in lotta per le tre maglie del tridente. «Juanito può giocare sia da centrale che da esterno – spiega -. Come sfruttarlo a livello tattico? Ha una struttura diversa rispetto a Ganz, mi piace sfruttare i miei ragazzi in base alle loro caratteristiche. Abbiamo diverse soluzioni, questo vuol dire che scegliere l’uno non vuol dire bocciare l’altro, devo tenere conto anche della gara da affrontare e del lavoro fatto in settimana. Pazzini sta bene, si sta allenando bene, devo valutare il suo inserimento anche in vista delle prossime gare. Mi è piaciuta molto anche la partita di Luppi e Siligardi, anche se a fare gol sono stati Bessa, Pisano e Romulo. Per il tipo di lavoro che abbiamo fatto tutti hanno avuto il giusto approccio, di questo sono felice. Poi, arriveranno anche i gol degli attaccanti». Magari proprio con la Spal, una partita che potrebbe dare una svolta all’inizio di campionato del Verona. «Tutto viene valutato dal risultato finale – conclude Pecchia – ma le prestazioni di Salerno e Benevento sono indicative, mi hanno lasciato tanti segnali positivi e sono servite da lezione».
(Fonte: L’Arena)