• 2 Gennaio 2026

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Ascoli-Vicenza, l’analisi del “Corriere del Veneto”

Il Vicenza cercava conferme al Del Duca ma da Ascoli esce solo una pesante sconfitta che acuisce i dubbi sull’undici biancorosso. Alla squadra di Franco Lerda non è riuscito il secondo exploit in cinque giorni, anzi i biancorossi sono stati vittime di una regressione abbastanza preoccupante dopo le belle cose viste in Campania, cedendo per 2-0. Archiviato il successo esterno di venerdì con la Salernitana, l’aficionado sperava che la formazione biancorossa trovasse la forza per continuare il trend positivo e portare a casa punti anche dalle Marche. Così non è stato. Anzi i vicentini hanno giocato una partita davvero modesta e condita da una sfilza di errori individuali, venendo puniti prima da Carpani e poi da Cacia su rigore. Male la difesa e ancora peggio i singoli tra le file vicentine: con quelli di ieri sono già nove i gol incassati nelle prime cinque partite di campionato. Lerda dovrà meditare parecchio sia sulle scelte, sia sull’atteggiamento dei propri giocatori, apparsi spaesati e in difficoltà anche dal punto di vista fisico. Squadra che vince non ci cambia e così il mister biancorosso decide di proporre lo stesso undici vittorioso a Salerno. Dall’altra parte torna titolare Cacia come terminale offensivo della manovra bianconera e proprio dalla punta arriva la prima occasione del match. Un brivido provocato da Benussi che dopo 2’ sbaglia il rinvio e la punta a momenti non approfitta col portiere che si salva in corner. I venticinque minuti iniziali sono di sofferenza per i biancorossi, che non riescono a creare alcuna occasione e subiscono la pressione dei padroni di casa. Soprattutto sulla sinistra Zaccardo e Vita faticano a contenere l’ex Gatto in gran spolvero. Insieme a loro è tutta la manovra del Vicenza a non funzionare con i singoli latitanti nella quadratura del cerchio per tutti i primi 45 minuti. Anzi le cose peggiorano al 32’ quando l’Ascoli conquista il vantaggio: Vita sbaglia nuovamente un passaggio, Cacia intercetta, vede smarcato Gatto sulla destra, cross tagliente per l’accorrente Carpani che ribatte in gol con un tiro preciso. Che i berici non siano in serata lo si vede dalla reazione al gol: praticamente nulla. Per tutto il primo tempo Lanni resta inoperoso, con lo score dei tiri in porta fermo a zero sino al duplice fischio. L’unico a provare a costruire qualcosa è Galano che tenta di impensierire l’estremo difensore marchigiano con un tiro debole dalla distanza. Nel recupero lo stesso Galano cicca da pochi metri la deviazione di testa. Un’occasione clamorosa che dà il termometro della frazione biancorossa. Al cambio di campo serve una scossa e allora Lerda decide di correre ai ripari mandando in campo Fabinho per un Vita decisamente sottotono e levando Raicevic per Cernigoi. Nonostante un tentativo da calcio d’angolo, il copione non muta e continua la sagra dell’errore. Prima Adejo viene graziato da Cacia che manca per un niente il raddoppio, poi Benussi si salva coi pugni su un tiro a sorpresa. Per qualche minuto sembra che il Vicenza riesca anche a mettere la testa in avanti, ma appena l’Ascoli vuole continua a rendersi pericoloso. Come al 64’ quando Cacia prende la traversa o come tre minuti più tardi quando Gatto entra in area e Adejo lo stende. Per l’arbitro non ci sono dubbi: rigore e cartellino rosso er il centrale del Vicenza. Sul dischetto Cacia non fallisce il penalty e il Vicenza, sotto di due gol, deve anche giocare la restante parte di gara in inferiorità numerica. Il finale di gara è un calvario, con la squadra ospite impotente a cercare di non prendere altri gol e l’umiliazione di vedere l’Ascoli che fa pure un giro palla molto simile al «torello». Non succede altro, se non l’incredulità dei pochi tifosi biancorossi presenti al Del Duca e di chi sperava in una conferma sbattendo invece in una preoccupante realtà.

(Fonte: Corriere del Veneto, edizione di Vicenza)

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