«Gli occhi sono diversi. E gli occhi dicono la verità…». A volte le sensazioni valgono più di mille parole e l’immagine fotografa alla perfezione il momento positivo dell’Hellas. Tredici punti in sei partite, quattro vittorie, un pari e una sola sconfitta, secondo posto solitario alle spalle della sorpresa Cittadella. Il Verona è tornata sulla strada giusta, il cammino è ancora lungo e difficile ma la Serie A non è un’utopia. «Sappiamo tutti cosa ci aspetta» ammette il presidente gialloblù Maurizio Setti, «ma lo spirito che ci ha accompagnato in queste partite è quello giusto. Sono molto soddisfatto per queste tre vittorie consecutive ma non ero preoccupato dopo la sconfitta di Benevento anche se i risultati danno tanto entusiasmo. Però quella battuta d’arresto era arrivata in condizioni particolari e nonostante l’inferiorità numerica la squadra ha sempre tenuto in mano le redini del gioco, sempre a testa, con orgoglio e carattere. Quando si gioca così i risultati arrivano e, in effetti, come s’è visto nelle tre partite successive questo gruppo ha tutte le carte in regola per disputare un campionato importante». Non solo qualità e tecnica ma anche volontà e carattere, non solo le gambe ma anche la testa. «Siamo in linea con quelle che sono le nostre aspettative» continua Setti, «sapevamo di aver costruito un buon gruppo, avevamo lavorato per quello in estate, ma le scorie della retrocessione non si possono cancellare con un colpo di spugna e il campo è giudice sovrano. In questo momento anche i risultati ci danno ragione». Pecchia ha ridato stimoli a quelli che sono rimasti, ha messo subito in pista i nuovi arrivi, ha riportato in carreggiata quelli che erano finiti ai margini della squadra. «Lo considero un grande pregio del nostro allenatore» spiega il patron dell’Hellas, «sa dare le giuste motivazioni a tutto l’organico che ha disposizione, questo vuol dire far parte di un progetto. Una parola molto usata in questi ultimi anni nel mondo del calcio ma poi non sempre alle dichiarazioni seguono i fatti. Con Pecchia la strada è diversa. C’è grande attenzione al lavoro della settimana, si guarda alla condizione psicofisica e non alla carta d’identità. Questo garantisce la sana concorrenza all’interno del gruppo e tutti i giocatori sempre al massimo della concentrazione. Un esempio? Mattia Valoti a Ferrara è stato il migliore in campo e ha fatto due gol, la partita prima era andato in tribuna. Bravo lui a farsi trovare pronto, bravo il mister a farlo giocare». A proposito di singoli, Romulo doveva partire per forza invece è rimasto e sta giocando alla grande. Così è arrivato anche il rinnovo di contratto fino al 2019. «Come ho detto prima gli occhi sono importanti» aggiunge Setti, «quando è arrivato quest’estate ho visto che anche lui aveva gli occhi diversi dopo due anni difficili per i troppi infortuni. Abbiamo deciso insieme di prolungare il contratto e lui dimostrerà tutto il suo valore». Adesso sotto con la Ternana. «Dobbiamo dare continuità ai nostri risultati anche in trasferta» ammette il numero uno di via Belgio, «come abbiamo dimostrato al Bentegodi. In B tutti i campi sono difficili, oltretutto ci aspettano con il coltello fra i denti perchè siamo i favoriti. Sarà così anche a Terni, un altro esame da superare». La prima squadra è seconda in classifica, la Primavera vola a punteggio pieno in testa alla classifica. Una soddisfazione in più. «Questi ragazzi sono il nostro futuro, il futuro dell’Hellas Verona» conclude Setti, «la vittoria di domenica scorsa con il Milan ci ha regalato una gioia immensa anche se noi non guardiamo solo ai risultati, ma alla crescita dei giocatori. Vogliamo costruire atleti importanti per dare solidità al nostro futuro».
(Fonte: L’Arena)