L’Entella in piena travolge la panchina di Franco Lerda. Ieri sera non era ancora giunta l’ufficialità, ma di fatto il tecnico di Fossano non è più alla guida del Vicenza. I dirigenti del club biancorosso, alle prese nel dopogara con una lunga riunione, ieri non hanno diffuso alcuna comunicazione. Ma sul fatto che il prossimo allenamento sarà diretto da un altro tecnico non sembrano esserci dubbi.
IL SOSTITUTO. Chi prenderà il posto di Lerda? Nella giornata di ieri varie ipotesi si sono inseguite. Al momento la candidatura più autorevole è quella di Alberto Bollini, classe 1966, mantovano di Poggio Rusco, coordinatore del settore giovanile della Lazio. Curiosamente le strade di Bollini e Lerda si erano già incrociate. Nel 2015, a Lecce, l’allenatore lombardo aveva preso il posto di Pagliari, che a sua volta aveva sostituito Lerda. Circola però con una certa insistenza anche il nome dell’ex Angelo Gregucci, a Vicenza tra il 2006 e il 2009. Ieri si era parlato pure di Cristiano Scazzola, ex nume tutelare della Pro Vercelli, oltre che di Gianluca Atzori (ultima esperienza al Siena e un passato alla Sampdoria) .Ma in entrambi i casi si tratta di candidature già messe da parte, forse portate avanti perchè i tecnici erano stati avvistati ieri in tribuna al Comunale di Chiavari. In serata è spuntato anche il nome di Cristian Panucci, già a Livorno e per poche settimane a Terni.
L’ASSIST. Lerda non verrà esonerato solo perchè il Vicenza ha perso male con l’Entella. La situazione era complicata da tempo e la formazione dell’ex Breda (pure lui a suo tempo cacciato dalla panca biancorossa) ha dato solo la spinta decisiva. Raicevic e compagni hanno giocato male. La sconfitta ci sta tutta e a poco è servito un avvio di ripresa nel corso del quale per un po’ si è sperato di poter raddrizzare la situazione.
ED È SUBITO BUIO. Minuto numero nove: punizione da sinistra di Cutolo, Ceccarelli colpisce di testa sul secondo palo, Bianchi e Siega non contrastano efficacemente e l’Entella è in vantaggio. Il Vicenza accusa il colpo e non riesce a reagire. E così al 14′ una punizione dal limite di Cutolo termina di poco a lato. Non… vale come reazione un tiro da fuori di Siega che non trova la porta (17′).
PARTITA CHIUSA. I liguri continuano a premere e al 22′ Masucci colpisce di testa in area e spedisce fuori. Al 29′ arriva il raddoppio. Bello e illegale. Bello perchè Cutolo controlla splendidamente dal limite, si gira e fa partire una sassata potente e precisa che non dà scampo a Benussi. Illegale perchè nell’occasione l’attaccante biancoceleste spinge Urso. Che però è troppo molle nel contrasto. La sensazione è che non ci sia più niente da fare, anche se Vita al 37′ ha un buon pallone in area ma viene chiuso da Sini mentre un minuto dopo un tiro dalla distanza di Galano termina fuori. Al 43′ si registra una delle poche cose belle fatte vedere dal Vicenza: Raicevic si fa quasi metà campo da solo, arriva al limite e fa partire un diagonale basso che esce di poco.
E INVECE SI RIAPRE. Guardi con grande sfiducia alla ripresa… e arriva il colpo di scena. Galano al 2′ lavora un pallone sulla destra, Raicevic tocca in prossimità del primo palo, la sfera attraversa lo specchio della porta e in scivolata Siega devia in rete. Il Vicenza in questa fase cambia volto: a livello di atteggiamento, perchè finalmente prova a fare la partita, e dal punto di vista tattico. Si inizia con un 4-3-3 (Galano e Fabinho sulle fasce, Raicevic in mezzo) per poi passare a un 4-2-3-1 (con Di Piazza al centro dietro al montenegrino) che in fase di possesso diventa un 4-2-4.
MA POI SI RICHIUDE. Il calcio è bello anche perchè è bastardo. Lungi dal dire che il Vicenza non meritasse la sconfitta, anzi. Ma proprio nel momento in cui l’impressione era che il corso del match potesse cambiare, ecco che arriva il patatrac. Cross da destra, grande torsione in area di Caputo e pallone che finisce dove Benussi non può arrivare (25′). Magnà fora tuto. Partita finita, scatta il totoallenatore. Il quarto gol serve solo per le statistiche. È il 33′: Benussi esce (non benissimo) su Caputo, il pallone finisce al limite e da lì Tremolada va a segno con un tiro angolato. É finita la partita. É finita l’esperienza di Lerda sulla panchina del Vicenza. Ma i problemi, ahinoi, non sono finiti.
(Fonte: Giornale di Vicenza)