• 3 Gennaio 2026

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Vicenza, Bisoli si presenta: “Ci toglieremo soddisfazioni, questa non è una squadra da ultimi posti”

Giornata di presentazioni in casa Vicenza con Pierpaolo Bisoli che raccoglie l’eredità di Franco Lerda, esonerato dopo il ko per 4-1 con l’Entella: “Sono onorato di allenare il Vicenza, è una piazza fantastica che conosce e mastica calcio da tantissimi anni. E’ un momento difficile, serve l’aiuto dei tifosi e tutti dobbiamo remare dalla stessa parte. Il Vicenza è l’unica squadra di Serie B che ho visto. Rizzo, Fabinho e Giacomelli li ho visti a Perugia. Ma conosco tantissimi giocatori di questa rosa. Non è una squadra da ultimi posti. Deve cercare di tirarsi fuori con tranquillità, se staremo tutti uniti ci toglieremo diverse soddisfazioni. Sono due notti che non dormo, perché quando prendo in mano una situazione mi ci tuffo anima e corpo. Sono venuto a Vicenza anche perché è una piazza fantastica, spero di non essere qui di passaggio. Col Perugia abbiamo fatto l’ultima partita lo scorso anno a Vicenza, sembrava che a Perugia fossimo noi salvi per il rotto della cuffia anziché il Vicenza, quando noi eravamo tranquilli. Non sono venuto per svernare, mi piacciono queste piazze, qui sono passati fior di campioni, hanno fatto la semifinale di Coppa delle Coppe col Chelsea. Adesso bisogna avere un po’ di pazienza, perché si è partiti un po’ così e bisogna risollevarci piano piano con attenzione. So che il calcio è una piramide, si parte dalla società e si va verso il basso, con grande umiltà e grande determinazione. Nella mia esperienza a Perugia, abbiamo fatto 8 vittorie e lui per 8 volte è stato il migliore in campo. Ha un attacco alla profondità importante e sa saltare l’uomo, non so cosa gli sia successo, ma stava bene. E’ un brasiliano e va preso nel modo giusto. Fabinho è un giocatore che io vorrei sempre avere nella mia squadra. Ho un’immensa fiducia in lui. Rizzo è un giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere, è uno di quegli “ignoranti” che ci vogliono dentro una squadra, permettetemi questa terminologia, io sono un uomo di montagna e mi piace parlare chiaro. Giacomelli l’ho lanciato quando aveva 15 anni a Foligno, preso dalla Primavera e catapultato in un campionato importante perché credevamo nella sua qualità. Il modulo? Non sono legato a un modulo fisso, non sono un profeta del 4-3-3, io cambio spesso, vengo etichettato come un confusionario, ma cambio perché in questo modo possiamo avere imprevedibilità. Cambiare e variare dà sicuramente qualche problema all’avversario. Dicono che io sia un difensivista, ma io penso prima di tutto a non prendere gol, ma alla gente piacciono i risultati e questo è quello che voglio portare”

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