• 7 Gennaio 2026

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Ascoli-Verona, Fossati: “Pecchia? Ha una mentalità vincente! Ed io e Bessa…”

È uno dei due colonnelli di Fabio Pecchia. Marco Fossati, l’altro è Daniel Bessa, è il regista dell’Hellas Verona. A lui sono affidate le chiavi del gioco della squadra. «Diciamo che noi due» esordisce Fossati, «siamo i punti di riferimento del tecnico, ma non sempre perchè il Verona è un grande gruppo». Ragazzo modesto l’ex metronomo del centrocampo del Cagliari che racconta: «Gigi Riva l’ho visto una volta all’inaugurazione di uno store rossoblù, ma non sono riuscito a parlargli. Troppa gente. Certo che so chi erano Ekjaer e Zigoni, ma devo ancora approfondire, poi dopo il calcio cerco altre cose. Sono fidanzato da cinque anni con Arianna una ragazza delle mie parti ed abbiamo un amore viscerale per il nostro cane un golden retriver. Abito sul Lago di Garda, ma sto guardando qualcosa in centro con calma. È chiaro di Cagliari mi manca il mare, ma Verona è una città stupenda. Non la conoscevo, non c’ero mai stato. Voglio farlo con calma. Chi mi ha parlato di Verona? Rafael naturalmente e Munari che c’era stato alcuni anni fa. Ma non c’era bisogno dei loro consigli. È stato amore a prima vista ed ora mi sembra anche di essere cresciuto. Mi sento più responsabile. Parlo tanto col mister, che mi ha messo in camera con Bessa. Lui è un vero talento, ha tanta classe. Sappiamo che da noi passa molte volte il gioco, per questo cerchiamo di dare il massimo». Troppo bello ascoltarlo, perchè interromperlo con inutili domande. Lui è il calcio fatto semplicità. Un passaggio, uno smarcamento o un lancio in profondità, questo è Marco Fossati. Col Brescia ha giocato la più bella partita da quando è in gialloblù. «Mi sa che avete ragione» conferma il centrocampista milanese, «soprattutto nel secondo tempo, sia io che Bessa, abbiamo cercato di dare equilibrio alla squadra che aveva in campo tanto giocatori offensivi. Col brasiliano, lo ripeto, mi trovo benissimo. Lui non solo ha classe, ma sa fare benissimo le due fasi. Ci completiamo». Fossati mette sempre il pronome personale quando parla di calcio. «Noi siamo un bel gruppo. Già altri mi hanno chiesto se assomigliamo al Cagliari dell’anno scorso. È vero avevamo tante soluzioni offensive e qui abbiamo Pazzini, che resta un grande. Basta vedere quello che ha fatto col Brescia. Ma senza nulla togliere al Pazzo, la società ha lavorato molto bene. Il campionato di serie B è molto lungo e quindi meglio avere una rosa molto lunga, anche perchè ci sono i turni infrasettimanali. Siamo un bel gruppo costituito da molti giocatori bravi, questo aiuta il compito del mister». Già il gruppo del Verona targato 2016/ 2017. Una squadra che è nata sotto una buona stella, se non altro visto la voglia e la forza che mettono i calciatori della Vecchia Guardia. «È vero» conferma Fossati, «sono rimasto stupito dall’atteggiamento dei ragazzi che erano retrocessi l’anno scorso. Non è facile avere subito la voglia di fare bene, quelle sono annate che segnano ed invece ho visto dei grandi professionisti». Fossati, uscito dalle giovanili del Milan, aveva cominciato a girare un po’ l’Italia, esordendo fra i cadetti proprio con la maglia dell’Ascoli, 34 presenze e 4 reti. «Una stagione sfortunata, potevamo anche evitare la retrocessione». Sabato però sarà assente al Del Duca perchè squalificato. Ascoli tappa importante per il Verona che non ha saputo superare il Cittadella in classifica, ma tiene a distanza Bari, Spezia, Carpi e Frosinone, le favorite alla vigilia dell’inizio del torneo. «Si i nomi sono quelli» racconta Fossati, «però la serie B è un campionato difficile e molto lungo. Puoi perdere dove meno te lo aspetti. Per questo dobbiamo continuare a migliorare, anche lì in mezzo al campo». Fossati chiude con due elementi per lui fondamentali: la guida tecnica e il pubblico. «Pecchia non lo conoscevo» racconta, «mi piace perchè ha una mentalità vincente. Pretende sempre il massimo da noi e fa bene. Lo stiamo seguendo ed anche se subiamo qualche gol in più rispetto a quello che si vede in campo, giochiamo un buon calcio. Per quanto concerne i tifosi, me ne avevano parlato, Rafael soprattutto. Incredibili davvero, al di là di ogni immaginazione. Rispetto ad altre piazze non smettono mai di incitare la squadra, anche quando si è sotto o si sbagliano dei passaggi. Questo in campo lo avvertiamo ed è una cosa molto positiva».

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