La freschezza del talento o l’esperienza del Maestro? Fabio Pecchia scalda il motore del Verona per la partita con la Pro Vercelli. Gara, quella di domani al Bentegodi, in cui l’Hellas sarà chiamato a consolidare la posizione di vertice nel campionato di Serie B, appena conquistata. Ritrova, Pecchia, la regia di Marco Fossati, out per squalifica con l’Ascoli, e la scelta, per il tecnico gialloblù, è un rebus con una duplice soluzione. In mediana, detto che Fossati resta un intoccabile (tolto lo stop forzato di sabato scorso, è stato sempre impiegato dall’inizio, Coppa Italia compresa: in totale, fanno dieci presenze e 787’ con l’Hellas), e con Daniel Bessa in forma debordante, l’altro posto a centrocampo se lo giocano Enzo Maresca e Mattia Valoti. Il primo, senatore non per militanza gialloblù ma per l’ampiezza del curriculum e il palese carisma, veterano dello spogliatoio, punto di riferimento per il gruppo. Il secondo, emergente che ha fatto scintille nelle prime partite in cui – invero a sorpresa – è stato impiegato, per poi accusare un lieve calo nei successivi impegni, soprattutto nella sfida con il Brescia, allorché Pecchia decise di sostituirlo all’intervallo per variare l’assetto tattico gialloblù. Quanto a Maresca, una volta trovata l’adeguata condizione dopo un’estate da svincolato, dato che era scaduto il contratto che lo legava al Palermo, gli è stata data piena fiducia a Terni (prestazione di spessore con la «macchia» di un’espulsione perlomeno bizzarra, decretata dal direttore di gara, il signor Saia) e con l’Ascoli.
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E Pecchia, inoltre, può considerare una «terza via», alternativa sia a Maresca che a Valoti: Mattia Zaccagni, eccellente interprete da rincalzo entrato in corso d’opera, con gol incorporato, con l’Ascoli, e sempre in grado di assicurare un impatto di sostanza e tecnica quando è stato inserito.
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)