Manca un quarto d’ora alle dieci. Mattina bigia, foschia che si solleva a fatica, il grigio del cielo che si confonde con quello dell’asfalto di Piazzale Olimpia. Il via all’allenamento è fissato per le 10.30. Eppure la gente già inizia ad arrivare. Chi in macchina, chi in motorino, chi in bicicletta. Ci sono padri con i figli piccoli. Addosso, distintivi gialloblù. Perlomeno una spilla, più spesso una sciarpa: «Finalmente torniamo qua», si sente dire, mentre la folla aumenta per numero e i saluti si fanno calorosi, con i gesti d’intesa di chi sa. Il Verona all’antistadio, nella mattinata del primo giorno di novembre. Tolto un passaggio nel 2014 – era aprile, si aspettava il derby con il Chievo –, dal 2009 l’Hellas mancava dallo storico campo in cui ha alimentato la propria leggenda.
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Erano in 500, ieri, a salutare l’Hellas: «Di nuovo a casa», ha sospirato qualcuno. Un allenamento, intanto, in attesa, in futuro, di ripetere l’esperienza. Un bagno d’entusiasmo per il Verona, primo in classifica dopo dodici giornate del campionato di Serie B. Fabio Pecchia, quando arrivò sulla panchina gialloblù, parlò subito del desiderio di fare ritorno all’antistadio. E proprio Pecchia ha voluto che, come accadeva negli anni epici, la squadra, invece di passare per il tunnel che allo stesso antistadio conduce dal Bentegodi, attraversasse la strada per arrivarci, camminando in mezzo ai tifosi, che hanno accolto i giocatori e lo staff tecnico con un forte applauso, mentre sfilavano in direzione del manto verde che li attendeva per la ripresa settimanale degli allenamenti, dopo il 2-0 al Trapani e in vista della trasferta di La Spezia, in programma sabato prossimo. A seguire l’allenamento c’è il direttore sportivo dell’Hellas, Filippo Fusco, con gli abituali modi garbati. Poi, assieme a Luca Toni, ecco Maurizio Setti. Il presidente sorride, parla ai microfoni del canale ufficiale del Verona. E dice: «Allenarsi qui è bello, l’avevamo promesso, è un riconoscimento alla città e ai tifosi, ce l’hanno chiesto tanto e ci siamo sentiti di farlo. Stiamo mettendo a posto questo impianto e sarebbe meraviglioso poterlo sfruttare di più. I tifosi sono venuti numerosi, non ci hanno mai abbandonato, ci sono sempre stati vicino».
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)