• 3 Gennaio 2026

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Spezia-Verona, Siligardi: “Dovremo essere più forti di tutti! E voglio la doppia cifra…”

I mancini sono categorie dello spirito. In tutti gli sport, chi, sul campo, usa il piede o la mano sinistra è simbolo istantaneo d’imprevedibilità. A palesarsi agli occhi della mente, è John McEnroe, che all’inizio degli anni ’80 divenne icona del tennis. Nel calcio, basta sillabare Ma-ra-do-na per dire di un sinistro, quello di Diego, a metà tra il poetico e il sacrale. Mancino naturale, e assiomaticamente imprevedibile, è Luca Siligardi. Imprevedibile, il fantasista del Verona, per il colpo improvviso – ne sa qualcosa Guerrieri, portiere del Trapani sorpreso dal tiro, all’apparenza senza velleità, con cui proprio Siligardi ha dato il vantaggio all’Hellas, domenica –, e pure per la tendenza ad andare a vampate. Lo vedi ciondolare sulla fascia e ti pare scostato dal gioco, invece ecco che viene fuori il numero che scompagina il mazzo: «Fabio Pecchia mi ha capito, come fece Davide Nicola quando ero al Livorno. Mi dà la possibilità di rifarmi subito, anche dopo partite in cui non sono stato brillante», spiega lui.

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Intanto, con l’Hellas, contro il Trapani ha segnato per la seconda volta, dopo la rete firmata nel 3-0 alla Ternana: «Il mio obiettivo? Raggiungere al più presto la doppia cifra», fa Siligardi.

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L’Intoccabile è Giampaolo Pazzini: «Non sono stupito del suo avvio di stagione – dice Siligardi –. Ci dà forza, sicurezza, aiuta sempre la squadra. In questo Verona c’è grande qualità. Bessa l’ho visto quando era al Como: mi ha impressionato. Fossati ha vinto il campionato con il Cagliari, assicura equilibrio in mezzo. Attenzione: le insidie ci sono sempre. A cominciare da quella che ci attende sabato, con lo Spezia». Siligardi lo sa, e aggiunge: «Sono aggressivi, e allora toccherà a noi imporre il nostro modo di giocare: dovremo essere più forti di tutti». La carica, intanto, al Verona l’hanno data i 500 tifosi accorsi all’antistadio martedì: «Bello, bellissimo. Sentire che la città c’è così vicina ci fa bene. Le insidie sono molte, ancora, ma siamo pronti ad affrontarle». Un tiro mancino può bastare per riuscirci.

(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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