La partita doppia di Daniele Martinelli diventa innanzitutto la sua partita del cuore non più solo una questione di mera contabilità. Anche se 8 anni consecutivi di milizia biancorossa chiamano numeri importanti, 250 presenze e 6 reti al netto dei gettoni di Coppa Italia. Mentre il biennio a Trapani racconta di 33 gare coi granata, comunque i due club di maggiore militanza per lui.
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Trapani-Vicenza è già duello delicatissimo. Si aspettava una partenza del genere da parte di entrambe?«Sinceramente no. Ma Trapani ha patito il contraccolpo della serie A sfumata lo scorso giugno all’ultimo respiro. Dopo subentra la delusione e se non arrivano di nuovo i risultati poi si fa fatica. Prendo a esempio la sfida col Cittadella in casa: match dominato, loro che segnano al primo tiro in porta, ti crolla il mondo addosso. Dopo riprendersi è dura anche perchè le aspettative della gente all’indomani del campionatone precedente sono molto alte e non si accetta l’attuale posizione. Quanto al Vicenza l’ho visto live solo a Chiavari con l’Entella e non è stata proprio la sua migliore partita. Poi l’ho guardato in tv. Lì in estate è cambiato tantissimo, non solo la proprietà. Anche tanti giocatori sono partiti, si sapeva che sarebbe stato un torneo di sofferenza, ma francamente, al pari del Trapani, nemmeno io immaginavo così tanto…». E quindi come si mette?«Si mette che secondo me tutte e due hanno gli uomini per risalire la corrente, anche perchè il livello di questa B è più modesto del solito. Però attenzione: d’accordo che il campionato dopo è ancora lungo ma già domani inzia a pesare tanto. Perchè la regola è una sola: vietato farsi staccare in classifica. Finchè si rimane in scia rimediare è possibile, se si resta indietro di qualche punto, poi affiora sfiducia, si abbassa l’autostima e anche se possiedi qualità poi non ce la si fa più a raddrizzare la baracca. Perciò gambe in spalla da adesso».- Visto il Bassano?«Come no. La società ogni anno ha il merito, pur con investimenti saggi e oculati, di saper scegliere e indovinare le persone, prima ancora dei giocatori. La loro forza è quella».
(Fonte: Giornale di Vicenza. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)