«Il futuro? Già ho preso delle decisioni, ma ancora non le rivelo. Serve un po’ di scaramanzia…». Quel pizzico di magia se lo tiene per sé, Maurizio Setti. Il Verona vola alto, tra i cieli della Serie B. Il presidente dell’Hellas ammicca al primo posto e dice: «Intanto speriamo nel lieto fine». Ossia in quel ritorno in A che è la promessa implicita che il patron ha fatto quando la retrocessione era ormai cosa certa, nello scorso, sciagurato campionato. Setti parla, intervistato da Sky, a margine della serata benefica #unitinonsitrema, organizzata al Crowne Plaza di via Belgio per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal sisma in Centro Italia.
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Il presidente confessa: «C’è un retroscena dietro la scelta di ingaggiare Fabio Pecchia. Lo incontrai ancora l’anno scorso, quando stava per partire per Madrid, con Rafa Benitez, per andare al Real, e poi, di nuovo, a campionato in corso. Ma, a quel punto, voleva continuare con il progetto che stava sviluppando. Finita la stagione l’ho visto di nuovo. Cercavo qualcosa di diverso, un calcio che fosse propositivo. Ho preso la decisione di puntare su di lui perché Fabio ha ampie esperienze, fatte al fianco di un grande tecnico come Benitez. Inoltre la mia valutazione è stata appoggiata da Filippo Fusco, che Pecchia lo conosce da anni e con cui, da subito, c’è stata intesa». Già, Fusco, l’uomo che non ama la ribalta e che è il tessitore di questo Verona. Il direttore sportivo dell’Hellas, fa: «So quale sia il valore della persona Fabio Pecchia, ancor più di quello dell’allenatore. Intelligente, curioso, con la voglia di crescere. Al Verona è arrivato mettendosi al lavoro con abnegazione, forte del percorso fatto con Rafa Benitez. E ha portato un’idea di calcio diversa, meno speculativa. Un’idea che, a parer mio, conduce ai risultati, ottenuti attraverso il gioco. La strada è lunga, occorre pensare a una partita dopo l’altra, bisogna continuare secondo l’onda su cui siamo saliti. Il Verona merita il palcoscenico della Serie A».
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)