Uno è di Fano, l’altro di Porretta Terme. Un’ora e mezza di macchina e – stando ai racconti – vicini di… simpatia. Uno è Francesco Urso, l’altro è Pierpaolo Bisoli. Che per un’occasione non sono stati solo un centrocampista e il suo allenatore, ma due che si sono ritrovati a prendere in giro un amico che è anche un figlio: Dimitri Bisoli. Urso, quand’era al Santarcangelo giocava con il figlio del mister: vi sentite ancora? “Certo, abbiamo pure mantenuto lo stesso gruppo su Whatsapp che avevamo creato all’inizio di quella stagione (era il 2013-14, ndr): si chiama «Già retrocessi», e pensare che quell’anno poi siamo arrivati terzi… C’è un bel rapporto di amicizia, spesso ci prendiamo di mira, ma è capitato di scherzarci anche col mister”. Quando? “Quando Dimitri ha segnato il suo primo gol in Serie B, con il mister abbiamo detto: occhio che forse è finito il calcio…” E Dimitri, quando ha saputo che il papà sarebbe venuto a Vicenza, non le ha detto niente? “Più che altro il suo è stato un avviso a posteriori. Mi ha detto: «Vedi di comportarti bene fuori, che sennò il mio babbo poi ti martella in allenamento… Quindi stai bello concentrato!».
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Vi pesa di più faticare a segnare o non vincere al Menti? “Il peso più grande è quello di riuscire a vincere in casa, perché della nostra forza davanti ne siamo consapevoli. Possiamo creare palle gol, lo facciamo e siamo sereni. Dobbiamo invertire il trend in casa, ce lo meritiamo noi ma soprattutto i tifosi. La società li ha chiamati a raccolta e tengo a ribadire, parlando anche a nome della squadra, che sentire il calore del pubblico è importantissimo”. Con il Latina sarà già uno scontro salvezza? “Sì, è inutile girarci intorno. Anche se è un’ottima squadra, con nomi importanti, evidentemente costruita non per stare dove è ora in classifica. Però in B tutte le gare sono difficili, dovremo cercare noi di fare la partita e metterli alle corde”.
(Fonte: Giornale di Vicenza. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)