• 13 Gennaio 2026

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Chievo-Cagliari, ovvero quando la “Diga” sfida la difesa più perforata d’Europa…

Qui Chievo, c’è da scassinare una cassaforte. Qui Cagliari, la cassaforte è la più scassinata d’Europa. In sintesi: fare gol ai sardi, di questi tempi, è cosa facile. Quando si spinge in avanti il Cagliari si dimentica dell’equilibrio dietro, succede quasi sempre così. Il Chievo, che sottoporta sa peccare di eccessiva gentilezza, sta preparando allora la partita contro la retroguardia più battuta del calcio continentale. Sprofondo rossoblù: passivo di -29, peggio del Werder Brema in Germania (-27), del Montpellier in Francia (-26) e del Granada in Spagna (-25). Sono trascorsi 12 turni e il Cagliari incassa una media di 2.4 gol a partita. Con un picco devastante negli ultimi 360’, ossia 5 reti dalla Fiorentina, 4 dalla Lazio, una dal Palermo e 5 dal Torino. Tremano, Storari e compagni, là dietro. Specie in trasferta, dove raccolgono appena tre dei loro 16 punti totali, e al Bentegodi, per loro, scatta sabato il settimo giro lontano dal Sant’Elia. Vuol dire che il Chievo sarà il coltello e la retroguardia di Rastelli il burro? No, i numeri non predicono il futuro.

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Se il Cagliari ultimamente ha preso vagonate di gol, il Chievo ne ha segnati pochi. E alla vigilia del campionato che ricomincia, i dati dicono che sui 12 acuti totali del club della Diga la metà sono dei centrocampisti: tre di Birsa, due di Castro, uno di Rigoni. Delle punte sappiamo: Meggiorini e Inglese a referto a Pescara, Pellissier con la Juve, fine.

(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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