L’allarme ha iniziato a strillare domenica. L’Hellas aveva già subito il secondo gol dal Novara. Antonio Caracciolo, fino a quel punto l’unico difensore ad arginare la marea che pioveva addosso al Verona a ogni ribaltamento di fronte, ha sentito una«puntura» a una coscia. Inutile forzare: cambio immediato, con la sensazione che il suo impiego a Cittadella fosse in dubbio. Sono trascorsi quattro giorni da quel momento e la certezza che è maturata è che il centrale gialloblù non potrà esserci, domani sera al Tombolato. E la complicazione è di natura più che rilevante per Fabio Pecchia, che rischia di doversi reinventare per intero la linea arretrata. Già, perché da Peschiera del Garda non arrivano buone nuove sullo stato di forma di Nicolò Cherubin (contusione secondo il bollettino medico). Sabato, nella rifinitura precedente la gara col Novara, un colpo alla caviglia destra l’ha costretto a dare forfait per il giorno dopo. E il suo recupero non è ancora completo, per adesso. Anche ieri Cherubin si è limitato a svolgere del lavoro differenziato. L’ultimo allenamento, stamattina, darà altre indicazioni, ma un impiego di Cherubin a Cittadella è, allo stato delle cose, improbabile. Ecco che Pecchia è chiamato a una rivoluzione obbligata e a scelte cui, per ora, non ha mai fatto ricorso. Al centro l’unico giocatore di ruolo disponibile è Matteo Bianchetti. Tutto il resto rimane in ballo. L’ipotesi più semplice porta allo spostamento in mezzo di Eros Pisano, soluzione già adottata domenica in emergenza. A quel punto la partita con il Novara era già segnata, il morale dell’Hellas era fiacco, ma resta il fatto che nel finale il Verona ha preso altri due gol. Pisano rappresenta un adattamento, e non potrebbe che essere così, ma è, d’altronde la pista più logica.
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)