(Gazzettino, edizione di Venezia) Al Penzo fa festa il Padova. Il Venezia cade male di fronte a un pubblico ritrovato, in un derby che mancava da sette anni. La formazione di Pippo Inzaghi si è scontrata contro un team di altissimo livello e in grande condizione che ha saputo controllare la partita, dirigendola quando serviva, instradandola poi e contenendola nella seconda parte, creando occasioni propizie già quando si trovava sul 2-1. Il Venezia non è mai entrato al massimo in partita, ha subìto un po’ troppo l’avversario, non ha avuto la capacità di reagire di gruppo alle difficoltà incontrate e spesso si è un po’ perso per strada. Un passo indietro per i lagunari che nel gioco non hanno affatto convinto e che in classifica si trovano ora al terzo posto appena un punto sopra proprio ai biancoscudati. Recriminano i lagunari per la direzione arbitrale, a loro dire troppo fiscale in alcune decisioni, ma che indubbiamente non ha pesato affatto sulla costruzione del risultato. E’ vero che il Venezia chiude in nove, con due espulsi in campo e uno dalla panchina, ma è altrettanto vero che si tratta di provvedimenti giusti. Così come corretto è parso il rigore assegnato al Padova appena prima dell’intervallo e che ha sbloccato il match dopo un autogol per parte. I lagunari possono recriminare per il palo clamoroso colpito da Soligo nella ripresa (sul 2-1) ma nel frattempo avevano subito un paio di azioni pericolosissime alle quale era riuscito a porre rimedio solamente un super Facchin. […] Il Venezia può consolarsi con il ritrovato calore del proprio pubblico e con una classifica che lo vede sempre protagonista, mentre il Padova si gode successo e momento d’oro, con ingresso nei top team del girone.
(Gazzettino, edizione di Venezia, il resto dell’articolo lo trovate nel quotidiano in edicola oggi)