Due autoreti, un rigore, la speranza di raddrizzare la partita stroncata nel finale: il Venezia si affida a Ferrari e l’attaccante si fa espellere per una protesta scomposta nel momento chiave. Il Padova gioca la carta Neto Pereira e il brasiliano piazza la palla del 3-1. Se il simbolo del Padova è la gallina, quello del Venezia deve essere il pollo. Il Venezia perde il derby e alla fine anche la testa, perché oltre a Ferrari viene espulso anche Garofalo. Eppure la squadra arancioneroverde non fa una brutta partita, solo che la butta via. Vince il Padova, allora, ecco il 3-1, ma l’onestà impone di dire che non c’è furto nel successo biancoscudato. Altinier e soci hanno gestito meglio pallone e nervi. Partita strana, sorprese varie nell’undici di Inzaghi nelle ultime ore. Non è Ferrari a sostituire Gejio, Moreo e Marsura giocano più vicini, Tortori si muove anche in orizzontale, in difesa non c’è Baldanzeddu e la contemporanea scelta di tener fuori anche Fabris toglie qualcosa alla spinta della squadra sulla corsia di destra. […] Gli applausi del primo tempo sono più per le coreografie che per il gioco, molto colore nelle curve, non si eccelle in ironia, la sud vince ai punti con la voce, la curva padovana mostra una bella sciarpata, ma parecchia ripetitività su cori di ispirazione ginecologica. (….)
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