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L’Hellas affronta il Perugia dopo aver scritto in pochi giorni un doppio capitolo del libro della stagione. Domenica, con il Bari, il «su la testa» con l’1-0 al Bari, il gol di Pazzini ad arginare i venti della crisi e a ridare la leadership cadetta al Verona (e oggi, cogliendo i tre punti, scatterebbe l’allungo, visto che ieri il Frosinone, secondo, ha impattato con lo Spezia). Giovedì, le quattro reti subite a Bologna in Coppa Italia hanno fatto sollevato nembi da vaso di Pandora. Competizione, la coppa, dal valore ormai relativo, a queste latitudini, ma sconfitta che sulla bilancia ci va perché ha portato il conto dei gol presi a quota 13 in quattro partite. Ecco, dunque, che l’incontro con il Perugia ha un valore specifico che supera il recinto tracciato dal duello con una squadra, quella di Cristian Bucchi, che è scolpita nella roccia: «Possono restare in alto fino alla fine», certifica Pecchia. Lui, che è avvocato per titolo, esercita il proprio titolo a difesa del Verona post-Bologna: «Ho visto delle cose positive, il risultato è stato eccessivo. Quando si costruisce una mentalità nuova, come stiamo provando a fare noi, si passa anche da queste sconfitte. A fine primo tempo avremmo potuto rammaricarci per il mancato vantaggio, invece eravamo addirittura sotto di due gol. Ma io guardo sempre all’atteggiamento che si ha». L’atteggiamento, già. Parola che ricorre, nel vocabolario di Pecchia: «Con il Perugia non dovrà essere diverso. Mi aspetto una partita di grande intensità, com’è stato con il Bari. Attenzione: il Perugia è più rodato, al confronto. Sono pericolosi». Un monito che non consente di equivocare, quello lanciato da Pecchia.
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I convocati sono 21. Non c’è ancora Cherubin, Zuculini ha dato forfait. Gomez, bloccato dalla lombalgia, idem. Recupera Pisano: il suo rientro consentirà a Pecchia di alzare a centrocampo Romulo. Difesa completata da Bianchetti, Caracciolo e Souprayen, mediana da Fossati e Bessa. Attacco comandato dal Pazzo, i favoriti a fargli da scudieri sono Siligardi e Luppi. Spetta all’Hellas senior prendere esempio dai baby (ma quanto sono già cresciuti) della Primavera.
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)