• 2 Gennaio 2026

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Vicenza-Verona, Toni: “Noi più forti, ma il Lane sa che il derby può cambiargli la stagione…”

Nel mezzo della chiacchierata si sente il rumore di una macchina che sgasa. Panico. Luca Toni ride e mette mano alla sua giacca: «Ecco, vedi, in vista del derby bisogna dare gas!». Chiede scusa, spegne il telefonino e lo rimette in tasca. E con il suo solito sorriso torna a «scartare» le domande: 18 bigliettini, 18 parole, per raccontare il derby, il suo esordio a Vicenza e il suo ritiro a Verona. Toni è nato in provincia di Modena, ma è veneto di «vita». «Un modo di dire che mi è entrato dentro? Mi, ti e Toni!». Si gioca. TESTACODA “È una partita in cui conta poco essere primi o ultimi, anche se sulla carta il Verona è più forte. Il Vicenza, però, ha una partita in mano che sa che può fargli cambiare la stagione, perché gioca in casa e contro i rivali di una vita. A livello tecnico noi siamo più forti, ma non sempre vince chi lo è. Ma se mettiamo la stessa cattiveria che metterà il Vicenza, la porteremo a casa noi”.

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RIVALITÀ “L’importante è che non ci siano problemi all’esterno. Vorrei finalmente vedere un derby dove puoi andare allo stadio tranquillo. Mi piacerebbe che fosse acceso solo in campo, basta con questa cosa che deve esserci rivalità anche fuori”. ESULTANZA “Bisogna vivere il calcio con emozione. Da giocatore, il non esultare alla ex squadra lo reputo una presa per il c… che non ha senso, perché manchi di rispetto ai tuoi tifosi. Se potrei esultare da dirigente del Verona? Dagli spalti uno deve essere intelligente e capire la situazione, il clima che si respira allo stadio in quel momento”.

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RAICEVIC “Me ne hanno parlato. Non l’ho visto giocare molto, ma mi hanno detto che mi assomiglia un po’. Con la sua assenza, o la squadra diventa ancora più forte perché capisce che manca chi può fare la differenza o diventa più dura”. RETROCESSIONE D’istinto, tra le due, gli viene in mente quella vissuta con il Vicenza. «Negli ultimi due mesi mi ero rotto gomito e piede, ma non eravamo proprio da retrocessione. Ho pensato a questa perché è stata una delle mie prime delusioni importanti della carriera».

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(Fonte: Giornale di Vicenza. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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