A Frosinone per cambiare le regole dell’export. Ha pagato dazi più elevati di quelli che minaccia di imporre Donald Trump a chi non produrrà negli Stati Uniti, il Verona da trasferta, in questi mesi. Fabio Pecchia lancia un nuovo motto: «Carichiamo sul pullman lo spirito del Bentegodi». Occasione migliore per invertire l’andamento esterno, l’Hellas, non potrebbe averla. Al Matusa, domani, il palcoscenico è allestito per il clou del campionato di Serie B. Il Frosinone, che ha scalzato il Verona dalla testa della classifica due settimane fa, contro i gialloblù, che sono due punti sotto, 48 a 46, alla pari con il Benevento (secondo per il vantaggio negli scontri diretti). Insomma, se l’Hellas vuole abbattere il «costo» dei viaggi, dovrà imporre strategie opposte a quelle che l’hanno condotto a perdere quattro delle ultime cinque sfide fuori casa: «Ho avuto buoni segnali nella gara con la Spal di lunedì. Adesso vanno replicati lontano dal Bentegodi», dice Pecchia.
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Così Pecchia si affida a tre principi per ribaltare il picco in cui è piombato il Verona on the road: «Servono coraggio, convinzione e intraprendenza». Ingredienti fondamentali per reggere all’urto di un Frosinone che ha rosicchiato punto su punto all’Hellas, fino a completare il sorpasso. Se il Verona dovesse perdere, non solo il distacco sulla capolista si dilaterebbe, ma il rischio di vedere l’allungo del Benevento – stasera in anticipo con il Bari – e di essere scavalcato dalla Spal (domani in campo col Perugia) acuirebbe le sirene d’allarme attorno ai gialloblù. Pecchia, tuttavia, frena: «Con il Frosinone non si giocherà una partita decisiva».
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)