A San Benedetto del Tronto è avvenuto un fatto molto importante per il Venezia: tutte e tre le punte schierate inizialmente da Inzaghi hanno segnato nella stessa partita. Geijo ha sbloccato il match ad inizio ripresa, Marsura ha finalizzato al meglio pochi minuti dopo un miciadiale contropiede lagunare, infine al novantentiso la ciliegina sulla torta messa da Moreo. Domenica prossima, quest’ultimo, affronterà il Teramo, squadra con la quale ha disputato lo scorso campionato di Lega Pro. Acquistato qualche anno fa dal Virtus Entella, infatti, come è successo quest’anno con il Venezia, Moreo era stato prestato alla compagine abruzzese con la quale aveva messo a segno 5 reti. Molti supportes biancorossi, vedendolo giocare sul campo in sintetico del Bonolis con la maglia del Venezia, lo guarderanno con nostalgia anche perché intanto il calciatore, classe 1993, è scresciuto e sino ad ora in questa stagione ha realizzato 8 reti in campionato, con tre assist, ed una in Coppa Italia. Da segnalare che nelle ultime nove gare di campionato, Moreo ha gonfiato la rete avversaria per ben sei volte, mentre nei 18 turni precedenti era rimasto in panchina tre volte ed una in tribuna per il rosso preso ad Ancona. In quei primi due terzi della stagione erano solo 2 i goal realizzati da Moreo. Una impennata di rendimento, quindi, molto importante per la punta milanese che, nonostante l’altezza (191 cm) non è sempre stato utilizzato come punta centrale. “Infatti – conferma l’attaccante arancionerovrde – non sono mai stato un giocatore prolifico, in quando mi è sempre stato chiesto di dare una mano anche in copertura e quindi davanti alla porta avversari, spesso poco lucido. Addittura con l’Entella in qualche occasione sono stato utilizzato come terzino”. Non è una novità quindi vederti giocare a tutto campo anche nel Venezia. “Certamente, devo sfruttare tutte le mie caratteristiche, anche quella relativa alla mia altezza che mi permette di farmi trovare pronto nel gioco aereo”. Che cosa significa per te il fatto che tutti e tre gli attaccanti abbiano segnato e che Ferrari, una volta entrato, ti abbia servito l’assist che ti ha permesso di fare goal? “Fa sicuramente piacere, anche l’aiuto di Ferrari che mi ha regalato questo goal, una palla che bastava appoggiare in rete, dovrò offrirgli una cena. E più andiamo a segno noi attaccanti, più viene fiducia anche a chi sta dietro, quindi speriamo di farne tanti di più”. In questo girone di ritorno stai crescendo. “Durante la prima parte di questo campionato sicuramente avrei potuto fare di più, però è da un bel pò di partite che segno, a parte in due occasioni”. Sicuramente una grande soddisfazione per la vittoria corsara contro la Sambenedettese. “Era fondamentale fare una grande partita, sapendo che sarebbe stata una gara difficilissima, conoscendo la piazza e la sua ottima squadra. Sapevamo che saremmo venuti a San Benedetto dovendo dare il 100% per riuscire a portare a casa i tre punti, infatti è stata una partita in cui abbiamo dato tutto ed il risultato parla chiaro”. C’è stato qualche problema nel primo tempo perché non riuscivate ad essere efficaci. Secondo te come mai? “In realtà abbiamo avuto buone occasioni per passare in vantaggio, ma non siamo stati molto concreti, a volte abbiamo sbagliato anche l’ultimo passaggio. Poi, entrando in campo nella ripresa con una testa diversa, alle prime occasioni l’abbiamo buttata dentro”. Che cosa vuol dire essere sempre costretti a vincere con il Parma che sta sempre dietro mettendovi il fiato al collo?” Noi pensiamo solo a noi stessi. Cerchiamo di affrontare ogni partita con la testa giusta, di fare in modo che tutte le gare che ci si presentano vengano, da noi, disputate ottimamente. Agli altri, guardiamo dopo”.