La domanda, dopo il 2-0 con cui l’Hellas, martedì, ha superato la Ternana, è rimasta sospesa a metà, tra chi ha voluto vedere nella vittoria del Bentegodi un segnale concreto di ripresa e quelli che, al contrario, hanno reputato il successo poco meno che obbligato per un Verona ancora in crisi. La risposta arriverà questo pomeriggio dalla partita con il Brescia, storico derby del Garda, sentitissimo sulla sponda occidentale del lago, in modo più attenuato (ma non per questo poco significativo) su quella orientale. Confronto tra squadre che hanno vissuto un periodo burrascoso.
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Il ds Filippo Fusco, intervenuto venerdì per fare il punto sulla situazione dell’Hellas, ha definito il rendimento fuori casa «inaccettabile», ma ha blindato Fabio Pecchia, con la postilla ovvia della necessità di recuperare i risultati smarriti. Nelle zone d’alta classifica, intanto, ieri la Spal è stata bloccata in casa dal Pisa. Ha tuttavia agguantato al primo posto il Frosinone (di scena domani col Cittadella), a 52 punti, tre più del Verona. Oggi, alle 17.30, il Benevento, quarto, gioca con la Salernitana. L’Hellas non può concedersi errori. Si va verso la conferma del 4-1-4-1 utilizzato con la Ternana. Fossati, fuori dalla lista dei titolari per due partite consecutive, è pronto al rientro dal 1’. Franco Zuculini ha acquisito lo status d’insostituibile in questo Verona in cui l’effervescenza ha lasciato il posto a bisogni pratici che meglio sembrano poter assolvere gregari e portaborracce. Zuculini senior, dunque, e Mattia Zaccagni. Pochi frizzi, per l’Hellas, e pragmatismo a quintali, per rilanciarsi ed evitare i guai che ne hanno tempestato, da tre mesi in qua, i viaggi lontano dal Bentegodi.
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)