I due volti di Robert Gucher. In campo toglie il sorriso agli avversari, nel dopogara lo suscita nei compagni. E così, in sala stampa, l’obiettivo dichiarato è di fare il verso a Francesco Orlando. «Ammettilo – dice fingendo di minacciarlo – dopo il gol ti sei accontentato». L’umore, insomma, è ottimo. Anche perchè «finalmente – sottolinea l’austrociociaro – abbiamo capito che dobbiamo soffrire. Questa è una squadra vera, un grande gruppo. Abbiamo lottato e torniamo a casa con un punto importantissimo». Spirito di sacrificio dunque, ma anche duttilità. Già, perchè Gucher è partito in un centrocampo a due che poi si è via via infoltito, diventando a tre e infine a quattro. «C’era bisogno – spiega con le idee chiare di chi forse un giorno potrebbe fare l’allenatore – di fare blocco e di chiudere centralmente. L’abbiamo fatto, grazie al sacrificio di tutti. A cominciare da De Luca, che tornando spesso ci dava una grossa mano».
[…]
(Fonte: Giornale di Vicenza. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)