Mette tutti sull’attenti, Fabio Pecchia: «La Pro Vercelli soffre in casa? In realtà ha segnato due gol al Frosinone e tre alla Spal, vincendo sia con gli uni che con gli altri…». Giusto per non far partire la fanfara l’allenatore gialloblù chiarisce che l’incrocio è di quelli trafficati.
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«Siamo in crescita», assicura Pecchia, che rimugina sull’assenza di Giampaolo Pazzini. Spera di riaverlo per la partita del 26 marzo con il Pisa, ma, intanto, deve fare a meno di lui per la settima volta in questo campionato, con precedenti esaustivi: una vittoria, due pareggi e tre sconfitte, per il Verona, quando il Pazzo non c’è stato. Con l’Ascoli, lunedì, l’Hellas è andato a sbattere su un rigore sbagliato, un palo e molta frenesia: «Ci manca il gol. Serve maggiore cattiveria», fa Pecchia, ed è un ritornello che lui per primo si deve essere stufato di ripetere. Gli resta da scegliere l’uomo con cui sostituire Pazzini. E in questo caso preferisce adottare l’artificio della pretattica: «Ganz? È a disposizione». Il numero 9 gialloblù aspetta la chiamata, ma Pecchia si mette la faccia da poker, tiene in piedi la soluzione Cappelluzzo, cui ha fatto ricorso dal 1’ con l’Ascoli: «La ricerca della rete non passa solamente dagli attaccanti, è un discorso di squadra», aggiunge Pecchia, per togliere lo sguardo dal dito (chi sarà impiegato al centro dell’attacco) e puntarlo sulla luna (il bisogno del Verona di non sprecare più in fase realizzativa).
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)