Gc Vercelli 01/12/2012 – campionato di calcio serie B / Pro Vercelli-Vicenza / foto Giuseppe Celeste/Image Sport nella foto: Franco Semioli
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Oggi c’è il Brescia al Piola contro il Novara, poi toccherà al Vicenza affrontare il Verona in un derby (ore 15, settore ospiti esaurito e 1.750 ticket venduti) che sulla carta vede i biancorossi non certo favoriti. Nel calcio però è opportuno non dare mai niente per scontato e se qualcuno avesse dei dubbi basta tornare al 9 febbraio di quattro anni fa, quando i gialloblù allenati da Andrea Mandorlini affrontano un Vicenza che annaspa nelle zone basse della classifica. Sembra la classica partita dal pronostico chiuso, ma al fischio finale a far festa è il Vicenza di Alessandro Dal Canto, grazie ad un gol di Franco Semioli. «Non segnavo da tre anni e quella rete me la ricordo molto bene — sottolinea l’ex esterno di Chievo, Sampdoria e Vicenza — su un’azione di palla inattiva Martinelli ha colpito il palo e io sulla ribattuta ho calciato con forza, rabbia e precisione il pallone all’incrocio dei pali. Ricordo ancora il boato dei duemila vicentini che erano presenti allo stadio, e il gelido silenzio della curva gialloblù…».
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«Torrente è un ottimo tecnico e non ha certo bisogno dei miei consigli — precisa Semioli — ma è facile prevedere che il Vicenza giocherà una gara attenta pronto a partire in contropiede sfruttando la velocità dei suoi attaccanti, tra cui De Luca che con il suo dinamismo potrebbe mettere in difficoltà la difesa del Verona. Ho visto i biancorossi alla tv nella partita con il Novara e la squadra ha dimostrato di essere in salute, pur venendo da un periodo difficile che ha portato al cambio di allenatore. La decisione però ha portato uno scossone positivo e questo fa ben sperare per la volata finale anche se è evidente che la situazione di classifica non è per niente semplice» Un contesto che si ripete purtroppo da molte stagioni e che Semioli sottolinea con particolare dispiacere. «Il Vicenza si ritrova ancora una volta a lottare con l’acqua alla gola per evitare la retrocessione e con una tradizione ma soprattutto un pubblico come quello del Vicenza è un vero peccato, perché quella berica è una piazza che merita ben altri risultati. Al Menti ci sono sempre otto o novemila spettatori e quindi non posso che augurare ai tifosi vicentini, di cui conosco bene competenza e calore, di poter vivere campionati che regalino le gioie e le soddisfazioni che si meritano».
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)