La Coppa Italia è un contenitore di storie. E l’aspetto che colpisce è che si tratta sempre o quasi di storie belle, positive, che fanno ridere, divertire, emozionare. Per capirlo, basta recarsi a palazzo Trissino, nel cortile interno, dove è ospitata la mostra dedicata al successo della Coppa Italia del ’97 curata da Sergio Gasparin con il sostegno del Comune. In questi giorni, i visitatori si sono catapultati: impossibile perdere l’appuntamento con i ricordi di vent’anni fa. Sono passate 1500 persone: anziani, genitori, bambini.
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Tra le numerose visite, ha colpito quella di un vicentino che vive in Thailandia e si trovava in città per altri motivi. É passato nel giorno di inaugurazione dell’esposizione, apprezzando la galleria dei ricordi. Molti bambini si sono presentati accompagnati dal papà o dal nonno: troppo piccoli per sapere, troppo piccoli per ricordare. Ma non per imparare che quella squadra ha rappresentato (e rappresenta tuttora) per decenni il manifesto del calcio vicentino. Nei giorni scorsi si è presentato un ragazzo di vent’anni, che si è avvicinato all’ex dg Gasparin dicendogli, e quasi scusandosi, che sapeva poco o nulla di quella squadra e di quella vittoria. La data di nascita non ha colpevoli, forse solo mamma e papà. C’è anche chi, mentre si gustava la mostra, ha dichiarato di essersi sposato il giorno prima della finale e di aver posticipato il viaggio di nozze per poter assistere a Vicenza-Napoli.
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(Fonte: Giornale di Vicenza. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)