Trivenetogoal news: cosa può succedere alla scadenza del 10 gennaio a Vicenza? La messa in mora dei calciatori presentata lo scorso 21 dicembre concede, come noto, alla società 20 giorni di tempo per il pagamento degli stipendi di settembre e ottobre, pena lo svincolo concesso dalla FIGC con apposito provvedimento a tutti i componenti della rosa. Attenzione, però, perché si tratta a tutti gli effetti di una facoltà di svincolo e non di un provvedimento immediato. Ci spieghiamo meglio. Ci saranno sicuramente calciatori pronti a trovare un’altra squadra (i più richiesti sono Valentini, Giacomelli, Romizi, Malomo e Comi), ma altri di fatto in questo momento non hanno richieste. Ipotizziamo, a puro titolo esemplificativo, che gli stipendi vengano pagati il 13 gennaio. Quasi sicuramente gran parte della rosa sarebbe ancora senza un’alternativa immediata e, prima di potersi svincolare, dovrebbe comunque attendere il comunicato della Figc. Se, nel frattempo, la posizione venisse sanata, si ricomincerebbe tutto daccapo. Oppure ancora nulla vieterebbe, ad esempio, che la società possa cambiare tutto il parco giocatori a propria disposizione per concludere la stagione. Quindi la situazione potrebbe trascinarsi ulteriormente, anche perché la tempistica dello svincolo in casi analoghi non è stata sempre immediata da parte federale. Il 13 gennaio si gioca a Padova in Coppa Italia di Serie C. Vien da chiedersi con quale squadra e con quali giocatori il Vicenza si presenterà all’appuntamento. Fabrizio Lucchesi è pronto a prendere in mano le redini del club, ma soltanto se verranno pagati gli stipendi e sistemate alcune delle pendenze in essere. Ha già dato disponibilità a mettersi in gioco, a patto che venga ripristinata la regolare gestione societaria. I conti sono disastrosi, ma c’è già un piano di contenimento dei costi e di ripartenza, che prevede molti tagli e sacrifici ingenti. E, sempre che vada a buon fine, non potrebbe essere diversamente. Con l’obiettivo di provare a riportare la squadra al decimo posto e quindi dentro i playoff. Missione complicatissima, ma il tentativo verrebbe comunque fatto. L’ex dg di Roma, Pescara, Fiorentina, Avellino e Pisa ha già un allenatore pronto a subentrare, un nome a sorpresa chiamato a traghettare la squadra fino a giugno. Silvio Aimo non è un suo uomo, ma una scelta di altri che eventualmente rappresenterà un’ulteriore opzione sul tavolo. Lucchesi, che ha alle spalle esperienze molto positive e altre negative come a Pisa (dove aveva comunque riportato la squadra in Serie B), ha già scelto il suo staff ed è pronto a partire. Se necessario cambiando anche tutta la rosa in pochi giorni. A patto, conditione sine qua non, che vengano pagati gli stipendi e si rimetta in piedi la società. Un’ulteriore precisazione: a Latina Lucchesi era arrivato a gennaio del 2017 il giorno dopo il deposito di una richiesta di fallimento della Procura, lavorando anche come consulente del Tribunale in esercizio provvisorio. Fu chiamato per cedere più giocatori possibili e per recuperare risorse per evitare il crac. Non ci riuscì, ma non può certo essere additato come responsabile del fallimento del Latina. Questo per onor di verità. Ora potrebbe ripartire da Vicenza, sempre che ci siano le condizioni minime per farlo. Sono in molti, nonostante tutto, ad avere interesse che il club rimanga in piedi. In primis Alfredo Pastorelli, che ha un nome e un’attività da tutelare, ma anche altri. C’è chi ritiene che il fallimento sia il minore dei mali. Può essere, come già ipotizzavamo in estate. Ma potrebbe anche esserci un colpo di coda. E Lucchesi, dopo una serie di dirigenti o di sedicenti tali che hanno fatto più danni della grandine sventrando il club indisturbati per anni a Vicenza, rappresenta quantomeno una speranza. Tenue e piccola finché si vuole (la missione è quasi disperata), ma con tutto il rispetto per altri nomi circolati, parliamo di chi qualcosa di buono l’ha fatto nel calcio. Come vincere uno scudetto nella Roma di Franco Sensi, riportare la Fiorentina nel calcio che conta, o centrare promozioni a Pescara e pure nella tanto tribolata avventura di Pisa. Non resta che attendere per capire come andrà a finire.