• 1 Febbraio 2026

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Crac Vicenza, i possibili scenari in caso di sparizione: da Chilese a Diquigiovanni….

Trivenetogoal news:  Precisiamo subito. Parliamo di scenari futuribili, visto che la strettissima attualità è tutta in divenire. Fermo restando che la parola fine alla storia del Vicenza Calcio deve ancora essere scritta e che potrebbero esserci ancora sorprese, dietro le quinte si comincia a pensare anche a un futuro alternativo. Anche in caso di radiazione o di campionato non terminato, per blasone storico e parametri richiesti il Vicenza ha tutte le carte in regola per richiedere l’iscrizione alla Serie D con una nuova matricola. In quel caso un ruolo determinante lo avrebbe il sindaco della città del Palladio Achille Variati, che dovrebbe riconoscere “il nuovo Vicenza” richiedendo l’iscrizione in sovrannumero alla D. In caso di mancata iscrizione al campionato di competenza, di procedura fallimentare o di concordato liquidatorio l’attuale società perderebbe l’affiliazione alla FIGC e, di fatto, cesserebbe di esistere. Un nuovo imprenditore potrebbe fondare una nuova società, un “nuovo Vicenza”, in attesa di recuperare il marchio e di comprendere le mosse di Fabio Sanfilippo o di chi per esso, come già accaduto in altre piazze.

Il riferimento normativo sono gli articoli delle Norme organizzative interne della Figc: “Le società – si legge – decadono dall’affiliazione alla Figc se non prendono parte o non portano a conclusione, a seguito di rinuncia o esclusione, l’attività ufficiale”. Segue il comma 6: “Il presidente federale delibera la revoca della affiliazione della società in caso di dichiarazione e/o accertamento giudiziale dello stato di insolvenza”. Articolo 52 comma 3: “Il titolo sportivo di una società cui venga revocata l’affiliazione ai sensi dell’art. 16, comma 6, può essere attribuito, entro il termine della data di presentazione della domanda di iscrizione al campionato successivo, ad altra società con delibera del Presidente federale (…) a condizione che la nuova società, con sede nello stesso comune, dimostri (…): di avere acquisito l’intera azienda sportiva della società in stato di insolvenza; di avere ottenuto l’affiliazione alla Figc; di essersi accollata e di avere assolto tutti i debiti sportivi della società cui è stata revocata l’affiliazione (…); di possedere un adeguato patrimonio e risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento degli oneri relativi al campionato”. Infine il comma 10, che tocca da vicino il Vicenza: “In caso di non ammissione al campionato di Serie A, B e Lega Pro il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente LND, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato LND, anche in soprannumero, purché la stessa adempia alle prescrizioni previste per l’iscrizione. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Regionale di Eccellenza, la società dovrà versare un contributo alla FIGC nel primo caso non inferiore ad euro 150mila e nel secondo caso ad euro 50mila”.

Quali soluzioni si prospettano al momento, sempre nel caso in cui l’attuale società cessi di esistere? Qualcuno ha ipotizzato che Lino Diquigiovanni, che a suo tempo aveva creato il Real Vicenza proprio in previsione del possibile fallimento del Vicenza Calcio, possa adesso ripensarci, ma il diretto interessato ha già escluso qualsiasi coinvolgimento e di voler tornare in pista.

Molto insistenti anche le voci di un piano B che ha come protagonista Lino Chilese, patron dell’Arzignano. In caso di promozione in C del ArzignanoChiampo, l’Arzignano potrebbe chiedere di giocare al Menti e progettare poi una fusione con il nuovo Vicenza, in attesa di recuperare il marchio. Soluzione che permetterebbe una rapida risalita, come già accaduto altrove (per esempio fra Spal e Giacomense), ma che potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno.

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