A guardarla dal punto di vista lavorativo, la situazione è semplice: c’è un gruppo di persone che da quattro mesi non viene pagato per il lavoro che svolge. Eppure loro lavorano.
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Bastava assistere a questa scena: una (triste) risata è scoppiata ieri nel grigio pomeriggio al centro tecnico «Morosini» di Isola vicentina, alla fine dell’allenamento. «Ecco, senti? — commenta Alessandro Malomo, 26 anni, difensore — Noi cerchiamo di viverla così, perché siamo un grande gruppo e ci aiutiamo a vicenda». Già, perché come tutti i lavoratori, anche per i calciatori se mancano gli stipendi nascono i problemi. Per la precisione: l’ultimo pagamento è avvenuto a ottobre ed era relativo ai mesi di luglio e agosto. «Come si tira avanti? Più di qualcuno ha subito lo sfratto da casa perché non riusciva a pagare gli affitti — dichiara Malomo — ed è ospite da qualche compagno. Ma ci aiutiamo anche economicamente, almeno chi può farlo. Io arrivo a fine mese perché avevo dei soldi in banca, ma ora sono sempre meno. Preferirei che ci dicessero la verità e non facessero false promesse».
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«Ci fanno promesse per mantenerci qui — osserva Malomo — ma se rimaniamo, e magari ci facciamo male in allenamento, rischiamo di non trovare nuove squadre disposte a prenderci».
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)