Sembra quasi destino. Un destino scritto già in estate, quando il Venezia trattò a lungo Alberto Gilardino, prima di ammainare bandiera bianca. La versione ufficiale: Gila era l’alternativa a Zigoni, non arrivò perché alla fine il Venezia convinse il Milan a cedere quest’ultimo con la formula sperata (prestito con obbligo di riscatto fissato a 450mila euro). La versione che si avvicina molto di più alla realtà raccolta dietro le quinte: Gilardino era la prima scelta, l’uomo che Giorgio Perinetti voleva regalare a Filippo Inzaghi per mettere al sicuro l’attacco. Il problema fu economico (troppo alta la richiesta del giocatore), di durata contrattuale (Gilardino voleva garanzie anche per il dopo – carriera, cosa che il Venezia non gli volle dare al contrario dello Spezia) e pure di opportunità nell’inserire un attaccante simile a fine mercato, con la necessità di doverlo aspettare a lungo. Di tutto un po’, insomma, e fa specie pensare che sabato in occasione di Spezia-Venezia Gilardino non ci sarà: «Stiramento ai gemelli del polpaccio destro». Tempi di recupero: un mese e mezzo, forse più. Quanto basta per passare oltre senza rimpianti, considerato il suo score in campo (appena due gol segnati, uno bellissimo di testa e uno su rigore), due infortuni (uno lieve, uno più serio) e una condizione che sarà decollata giusto per un paio di partite. Insomma, il Venezia si presenta all’appuntamento di sabato senza rimpianti. E pure senza Litteri, squalificato per una simulazione che probabilmente non c’era. Senza bomber, ma forse non senza gol. E domani al Picco…
Foto: Ac Spezia