«È una giornata molto difficile». Andrea Rogg non riesce a trattenere le lacrime e non nasconde la commozione per la tragedia di Udine. Una tragedia che lo tocca da vicino, troppo vicino. Rogg ha trascorso poco meno di tre anni alla Fiorentina come direttore generale, proveniente dalla Puma dov’era stato amministratore delegato, ruolo che oggi ricopre al Venezia. La morte di Davide Astori lo ha colpito molto, non fosse altro per il doppio binario di conoscenza: prima perché il difensore era uno degli atleti legati all’azienda di abbigliamento sportivo, poi è stato uno dei simboli della squadra viola nella storia recente e il dirigente del Venezia ne aveva seguito i passi. Trovare le parole non è semplice: in un attimo passano davanti decine d’istantanee di vita e non vorresti mai vivere momenti come questi. «Con Davide ci siamo incontrati prima del suo approdo a Firenze, quando lavoravo proprio alla Puma» racconta «ed era un ragazzo eccezionale, di cuore, un grande uomo. Quando mi è giunta la notizia della tragedia è stato uno choc, ho pensato subito alla fidanzata Francesca, alla sua bambina Vittoria, perché a Firenze capitava di vedersi anche fuori dal campo». Proprio quest’ultimo legame è uno dei pensieri di Rogg, che rivela la sensibilità di Astori. «Ho dei momenti che preferisco tenere per me» continua «ma mi è stato vicino quando mio figlio aveva dei problemi. La Fiorentina è molto attiva nel sociale e Davide è sempre stato presente, si dimostrava generoso, sapeva dare un sorriso».
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(Fonte: La Nuova Venezia. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)