• 7 Febbraio 2026

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Venezia-Palermo, l’analisi de “La Nuova Venezia”

Problemi di pressione. La cappa di caldo sopra lo stadio e l’importanza del risultato. Il pari ci sta, partita equilibrata, anche qualche paura finale. Si chiude sull’1-1 e non è una sentenza. Si può ancora puntare sul Venezia. Buona partita, tattica, a tratti di categoria superiore. Basta un’occhiata alle formazioni per capire la scelta diversa dei due allenatori. Inzaghi cambia poco o niente, sì, c’è Del Grosso al posto di Garofalo, unica mossa oltre all’alternanza della punta da affiancare a Litteri. Diversa l’idea di Stellone, che si affida ad un turnover anche rischioso: in panchina Coronado, Nestrorovski e Chochev, tre pezzi da novanta. Come dire: cerco di uscire indenne dalla laguna e poi domenica metto gli uomini carichi come una mina. Poi parla il campo, e si capisce che non è serata da fuochi d’artificio. Il primo tempo è un esercizio di tattica applicata, roba da scuola di Coverciano. Fasce bloccatissime, non c’è una fuga sui corridoi esterni, a centrocampo si gioca in trenta-quaranta metri, Jaialo sta molto vicino a Stulac, quasi a uomo e Trajkovski crea qualche problema spostandosi in orizzontale tra le due linee. Fatto sta che nel primo tempo c’è un calcio di punizione di Trajkovski ben parato da Audero e poco altro. Musica diversa nella ripresa, complice anche il fiato che cala e qualche geometria appannata dall’umidità.

[…]

Il finale è tutto del Palermo, il Venezia chiude con sudori freddi e chiappe strette. 1-1, a Palermo il pari non basterà. Ma il Venezia va a giocarsela senza paura.

(Fonte: La Nuova Venezia. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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