• 9 Febbraio 2026

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Mercato Chievo, è tutto bloccato: servono rinforzi in difesa e a centrocampo, ma bisogna attendere la sentenza…

Fare mercato mentre è in corso un processo sportivo in cui si rischia la retrocessione è pressoché impossibile. E se quel processo sportivo finisce («improcedibilità») ma ne fa posto a uno nuovo in cui c’è comunque il rischio di una penalizzazione nella prossima A, non è che le cose migliorino. «Da venti giorni ormai siamo bloccati. Le strategie sono rimaste ferme». Il pensiero consegnato venerdì scorso dal ds Giancarlo Romairone – lui che prova a trattare in difesa per Angella e De Ceglie – alla vigilia del test perso per 2-0 a Trento col Napoli (aveva parlato, Romairone, con la radio campana Crc) racconta bene gli effetti del processo sportivo in cui la procura federale accusa il Chievo di «plusvalenze fittizie». L’effetto è quello lì: squadra al momento incompleta. Il che, a tre settimane dal via del campionato, può ragionevolmente preoccupare. Dov’è incompleto, il Chievo? Difesa e centrocampo. Dietro servono almeno un centrale, e d’esperienza (Tonelli costa troppo) oltre a un terzino sinistro in alternativa a Jaroszynski (De Ceglie?). A centrocampo, invece, alla partenza di Lucas Castro non è seguita ancora un’entrata di pari livello (col Benevento resta in piedi il tavolo su Viola) e Castro era il collante tra mediana e attacco.

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(Fonte: Corriere di Verona. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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