• 12 Febbraio 2026

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Recoba e Otero, il gol uruguaiano nel Triveneto: due storie da copertina

Cos’hanno in comune l’Italia e il Sudamerica? Oltre a una serie di tradizioni, portate dagli immigrati del diciannovesimo secolo, senza dubbio la passione smisurata per il calcio, lo sport più popolare del mondo. Se creiamo un ponte tra il Sudamerica e il calcio nel Triveneto, possiamo ricordare due grandi ex attaccanti uruguaiani che hanno fatto la storia del calcio nella regione a nord-est dello Stivale. Stiamo parlando di Alvaro Recoba e Marcelo Otero, che hanno fatto andare in visibilio il pubblico rispettivamente del Venezia e del Vicenza, due realtà che si sono fatte valere nel calcio italiano nella seconda metà degli anni ’90. Provenienti entrambi dalla grande scuola calcistica dell’Uruguay, una delle nazioni più vincenti di sempre nel calcio mondiale, questi due attaccanti così diversi tra loro hanno lasciato una traccia visibile nelle due squadre venete.

Recoba, che arrivò nell’estate del 1997 all’Inter, una delle squadre favorite al piazzamento in Champions League quest’anno secondo le quote delle migliori scommesse sul calcio italiano, fu uno degli acquisti secondari dell’allora presidente nerazzurro Massimo Moratti. Il primo, infatti, era stato Luis Nazario de Lima, per tutti Ronaldo, arrivato dal Barcellona con l’etichetta di miglior centravanti del mondo. Dopo l’acquisto del fenomeno Ronaldo, però, Moratti aveva voluto portare in nerazzurro anche l’allora sconosciuto Recoba, fantasista uruguaiano proveniente dal Nacional Montevideo. E i tifosi dell’Inter non dimenticheranno mai quando, in quel di Brescia, in occasione della prima giornata del campionato di Serie A 1997-98, fu proprio l’uruguaiano a tenere in piedi l’Inter segnando una doppietta, tra cui un goal da centrocampo con il suo sinistro al fulmicotone, mentre invece Ronaldo non graffiò per niente. Tuttavia, va detto che il miglior periodo di Recoba in Italia fu il semestre al Venezia, dove approdò nel gennaio 1999. In quei mesi in maglia arancio-nero-verde il mancino di Montevideo illuminò la laguna di classe e di giocate d’alta scuola, oltre a mettere a segno ben 11 reti in 19 presenze, mettendo a referto anche una storica tripletta contro la Fiorentina. In quei mesi allo stadio Pierluigi Penzo chi pagava il biglietto lo faceva per lui, probabilmente il miglior talento passato per la laguna più famosa del mondo. Celebre, inoltre fu la coppia goal formata da lui e Pippo Maniero.

Il caso di Otero è leggermente diverso. Attaccante fisico e abile nel gioco aereo, fu acquistato nell’estate del 1995 dal Peñarol per prendere parte a un progetto ambizioso. Le sue 38 reti in quattro stagioni in biancorosso lo resero l’attaccante più prolifico del Vicenza in quel periodo nel quale la società veneta vinse anche una Coppa Italia in finale contro il Napoli. Vice campione d’America con l’Uruguay nel 1995, Otero viene ancora ricordato oggi allo stadio Romeo Menti per la sua rabbia e il suo agonismo che lo portarono a realizzare molti gol importanti. Lui e Recoba, ancora oggi, sono il grande collegamento tra il ribelle Sudamerica e l’industrioso Triveneto.

 

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