Non le manda a dire, Paolo Favaretto: l’esperto allenatore parla sulle colonne de “Il Gazzettino” della situazione del Venezia. E oltre a individuare la ricetta per rimanere in B («Occorre una piena unità d’intenti tra società, squadra e tifosi, perché non serve proprio a nessuno la caccia ad un colpevole») afferma: «I cambi e la classifica fanno capire che qualcosa si è rotto e non ha funzionato, non credo per colpa degli allenatori. Anch’io, dopo aver scelto gente come Vicario, Modolo e Cernuto che sono ancora in prima linea, fui mandato a casa immeritatamente e con poca logica, in generale non si può alle prime difficoltà ribaltare tutto. Conosco bene la B, è sottilissimo il confine tra il lottare per vincere o per salvarsi, per questo non mi stupisce vedere il Venezia invischiato dov’è».