• 13 Aprile 2026

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Verona, Djuric si presenta: “Non voglio pormi limiti: credo molto nel lavoro quotidiano”

Cosa ti ha spinto a scegliere Verona?“Senza dubbio la voglia della Società di avermi come componente della rosa: appena si è presentata l’opportunità il Direttore mi ha contattato e spiegato il suo progetto, al quale ho detto subito di sì. Per me era il momento di affrontare una nuova sfida e sono molto contento di aver preso questa decisione. Sono sicuro di essere arrivato in un’ottima società, organizzata, che ha basi solide e che mi ha fatto immediatamente una buona impressione”.

A Verona fai uno step in avanti per la tua carriera? “Sì, credo che l’Hellas per me rappresenti una grande opportunità e che possa definirlo come un ulteriore step importante nel mio percorso professionale come calciatore”.

Ti definiscono come ‘centravanti-boa’, pensi sia riduttivo? “Credo che l’esperienza in questi anni mi abbia aiutato molto. Ad inizio carriera la mia fisicità rappresentava per me sia un fattore positivo che negativo, ma con l’esperienza sono migliorato e ho imparato a sfruttare questa mia caratteristica in diversi modi. In generale mi considero una punta centrale, fisica, che lavora per la squadra. Penso di poter dare una mano ai compagni sulle palle inattive e di poter essere per loro un punto di riferimento. Chi ti ha impressionato di più dei tuoi compagni finora? Sto conoscendo in questi primi giorni i miei compagni ma se dovessi fare un nome direi capitan Veloso. Penso sia un ragazzo con grandi doti, sia umane che professionali, e credo potrà essermi da aiuto sia dentro che fuori dal campo”.

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione? “Sicuramente inserirmi il più velocemente possibile nel gruppo, assimilare i concetti che il mister ci sta infondendo e poter dare il mio contributo alla squadra con i gol e le prestazioni. In questo momento mi sento bene, stiamo lavorando duramente per arrivare pronti ad inizio stagione. In cosa puoi crescere ancora? Penso di potermi migliorare ancora sotto tutti i punti di vista. La mia mentalità è quella di non pormi limiti e lavorare ogni giorno per fare meglio: credo molto nel lavoro quotidiano”.

Cosa ti impressionava dell’Hellas da avversario? “Il Verona la scorsa stagione è stata una squadra molto difficile da affrontare per tutti. Una formazione compatta, con giocatori in rosa che possono risolvere da soli la partita con una giocata. E del Bentegodi?L’impatto con questo stadio è stato forte: i tifosi dell’Hellas non hanno bisogno di descrizioni, tutti conoscono il supporto e la passione che trasmettono alla squadra in ogni momento della stagione. Si fanno sempre sentire e da avversario sicuramente ti impressionano”.

Cosa ti ha insegnato l’esperienza di Salerno? “A non mollare mai. Nonostante l’opinione degli altri non fosse positiva nei nostri confronti, noi ci abbiamo sempre creduto ed alla fine siamo riusciti a raggiungere la salvezza. Penso che l’obiettivo debba sempre essere quello di crederci sempre, e credo che valga per qualsiasi squadra”.

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