• 13 Aprile 2026

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Clivense, Pellissier: “Non voglio deludere nemmeno uno dei nostri 700 soci! Vogliamo vincere l’Eccellenza e…”

«Da calciatore eri tu il protagonista e tu eri artefice del tuo destino e di quello del club. Se andavi bene, se si vinceva, tutto girava per il meglio. Determinavi quello che succedeva. Da dirigente puoi anche fare le scelte migliori di questo mondo ma, alla fine, dipendi dal tuo allenatore e dai calciatori. Due mondi diversi. Nostalgia degli scarpini? No, direi di no. Non mi sento più calciatore, l’ho fatto per anche troppo tempo. Certo, se capita mi piace ancora giochicchiare e fare due tiri, ma non mi manca quella vita. Molte gioie, sì, ma moltissimi sacrifici. Il progetto Clivense? A me sarebbe piaciuto moltissimo partire dalla Terza e, uno dopo l’altro, vincere tutti i vari campionati fino ad arrivare in cima. Ma non ce n’era il tempo, il nostro progetto ha un programma ben stabilito e lavoriamo per fare meno errori possibile. Peso della responsabilità? Abbastanza, ma non lo sento. Sono sempre stato abituato ad avere delle responsabilità, anche da calciatore. Anzi, direi che più ne avevo e più mi sentivo portato a dare il 110%. Oggi la Clivense ha settecento soci, cioè tutti coloro che hanno sottoscritto, anche con una minima quota, la nostra raccolta tramite il crowdfunding. E di questi settecento soci io non voglio deluderne nemmeno uno. Obiettivo? Quello che abbiamo sempre sostenuto: arrivare tra i professionisti prima possibile, con la miglior squadra possibile e un settore giovanile solido e ampio. Partiremo dall’Eccellenza e sia chiaro che noi il campionato vogliamo vincerlo. Poi si sa, tra dire “vogliamo vincere” e vincere davvero c’è una distanza enorme. Però noi ci proviamo, siamo qui per questo»: queste le dichiarazioni rilasciate sulle colonne del “Corriere del Veneto” da Sergio Pellissier.

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