• 13 Aprile 2026

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Trento, Parlato: “Ho visto troppi protagonisti, eppure non mi pare che tra loro ci fosse tanta gente di calcio…”

«L’esonero di marzo? Diciamo che la delusione c’è stata e forte, però l’ho metabolizzata. Come sapete, proprio in quel periodo, ho avuto dei problemi fisici che mi hanno costretto anche a 10 giorni di ricovero, durante la mia assenza il clima è notevolmente cambiato e me ne sono accorto immediatamente una volta tornato: chi di dovere aveva già cominciato a pensare ad eventuali cambiamenti, l’ansia di retrocedere era dominante nonostante la situazione non fosse poi così drammatica. Diciamo che ho trovato una gran confusione sotto tutti i punti di vista e questo ovviamente non ha aiutato. Certo, se il loro obiettivo era salvarsi senza passare dai playout l’hanno fallito: detto ciò sono davvero contento si siano salvati, io tifo sempre per le squadre dove alleno. A Trento mi sono trovato davvero bene solo il primo anno, poi ho visto troppi protagonisti, tutti che volevano dire la loro convinti di avere in mano la verità assoluta. Eppure tra di loro gente di calcio non mi pare ce ne fosse tanta: più in generale posso dire che non c’è praticamente mai stata una linearità operativa, il direttore sportivo Attilio Gementi e il direttore generale Werner Seeber spesso si sovrapponevano e questo ovviamente non ha aiutato. Anche per Giacca non dev’esser stato semplice ascoltare ogni volte 5-6 persone diverse con idee diverse»: queste le dichiarazioni rilasciate sulle colonne del “Corriere del Trentino” da Carmine Parlato, ex allenatore del Trento.

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