“Pohjanpalo sta recuperando bene, era una cosa meno importante del previsto, siamo stati fortunati. Questo ci permette di farlo respirare e di farlo lavorare per rigenerarlo. Tornerà più fresco e più forte di prima. Gli altri tutti bene a parte Olivieri che ha avuto questo piccolo fastidio al flessore, si è aggiunto un piccolo fastidio per Sverko, stiamo valutando ora se portarlo in panchina o aspettare la prossima. In porta gioca Joronen. Non è che Bertinato è inferiore, anzi pensavate che a Bari ci sarebbe stato Joronen e invece ho schierato Bruno. Ho parlato a entrambi, Jesse era rientrato da una sola settimana. Ora è pronto, però sono felice per Bertinato perché si è meritato questa vetrina importante, ha dimostrato di essere una pedina importante e lo sa, perché l’anno scorso ha fatto la stessa cosa. Questa è un’altra parte del processo che porta un gruppo a essere forte. La parola capolista non mi piace, la parola consapevolezza di dimostrare invece mi piace. A volte le parole le porta via il vento. Oggi ai ragazzi non bisogna fare i complimenti perché sono primi in classifica, ma perché con il lavoro sono arrivati lassù. Ora inizia la seconda parte, con esami diversi, vedremo quando saremo pronti. La classifica non mi interessa, la faccio vedere solo per un paragone rispetto a dove eravamo l’anno scorso e per fargli vedere con il lavoro dove siamo arrivati. Lavorando, sacrificandoci e con il rispetto dei propri compagni si fanno risultati. Qualsiasi giocatore che arriva qua dev’essere ambizioso. Poi c’è il lavoro, ho imparato nella vita che i sacrifici, anche nei momenti bui, pagheranno. L’ho detto anche a Olivieri, questo è un momento difficile per lui, ma dobbiamo stargli vicino, tornerà in pista e ci darà una mano. La classifica è più giornalistica. Se arriva una sconfitta non siamo né a nove mesi fa quando eravamo scarsi, così come non siamo fenomeni, non siamo stati costruiti per vincere subito. Noi arriviamo al campo con l’idea di lavorare e migliorare sempre, dai giocatori al giardiniere e all’addetto stampa. In primis sono severo con me stesso, poi tutti devono crescere. Dembelè? Un ragazzo che ha potenzialità, al primo anno di B dopo la Primavera. Ha fatto il ritiro con il Torino, è un ragazzo giovane che mi ha fatto vedere delle cose e non ho problemi a metterlo in campo. Il gol è merito suo, del suo lavoro e di come si è calato in campo. E’ ben voluto dal gruppo, è alla sua prima esperienza, mi dispiace che non sia nostro, una società come il Venezia, e spero che in prospettiva futura ci si possa lavorare e ne parliamo con il direttore, non deve lavorare per gli altri. Però sono contento di lui, è un ragazzo con potenzialità. A me Antonio e Dembelè su quella fascia piacciono tanto. Anche Candela è cresciuto in maniera esponenziale, come successo con Jajalo purtroppo quando voglio provare qualcosa mi trovo in emergenza. L’importante è non perdere filosofia e idee, poi fa la differenza l’interpretazione del gioco e l’identità. A Bari avete poi visto che uno come Jajalo quando entra determina molto”. Queste le altre dichiarazioni rilasciate da Paolo Vanoli oggi in conferenza stampa alla vigilia di Venezia – Ascoli