In tanti, nel momento in cui al 98’ di Croazia – Italia ha gonfiato la rete regalando la qualificazione agli azzurri su assist di Calafiori, hanno ripensato a tutto il percorso di crescita di Mattia Zaccagni. Fu individuato da Ivone De Franceschi nella stagione 2014-2015. L’allora direttore sportivo del Venezia fece carte false per portarlo in laguna: 33 presenze e 1 gol per l’esterno nato a Cesena, che aveva cominciato come mezzala offensiva e che poi, strada facendo, modificò la sua posizione in campo spostandosi più avanti.

Poi il Cittadella, 12 presenze e nessun gol nel 2016: ma segnò in Supercoppa al Benevento, prima del trasferimento a Verona, dove esplose definitivamente. 136 presenze, 14 gol, il grande tridente con Simeone e Barak, l’interesse delle big e il passaggio alla Lazio.

Ma se Zaccagni è diventato quello che è oggi è anche grazie al Veneto. Soprattutto al Verona, che l’ha trasformato in un esterno alto eccellente. Che adesso fa sognare anche l’Italja