Emergenza Coronavirus, l’ira di Sala sulla folla ai Navigli: “C’è da infuriarsi: o le cose cambiano o chiudo di nuovo”

Fase 2 e responsabilità, è questo che viene richiesto ai cittadini, ma sembra che a Milano molti non abbiano rispettato le indicazioni provocando l’ira del sindaco Giuseppe Sala: “Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. O le cose cambiano oggi, non domani, è un ultimatum, o io domani come al solito sarò qui a Palazzo Marino e prenderò provvedimenti. Chiudo i Navigli e chiudo l’asporto di bar e ristoranti. Quando c’è da ringraziare i milanesi per il loro comportamento virtuoso io sono sempre il primo a farlo. Ma questo è uno dei momenti in cui c’è da infuriarsi: le immagini lungo i Navigli sono vergognose. Non posso giocare a guardie e ladri, poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere. Io mi prendo le mie responsabilità e venerdì sera mando più vigili ma ve lo ripeto, non è un guardie e ladri, non è un gioco. Non possiamo permettercelo in una città da 1,4 milioni di abitanti e 1.700 chilometri di strade. Usiamo la testa tutti anche perché senza testa c’è l’1% dei milanesi e io non permetterò che questo 1% metta in difficoltà l’altro 99%”.

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