«Aspettiamo». Sulle colonne del “Messaggero Veneto” Matteo Lovisa, direttore tecnico del Pordenone, ripete quella che sembra essere forzatamente diventata la “parola d’ordine” del momento. E aggiunge: «Come già dichiarato abbiamo intenzione di andare in ritiro, ma se non fosse più obbligatorio e al contempo fossero richiesti un maggior numero di tamponi e di test seriologici la nostra posizione cambierebbe. Gli esami per escludere eventuali positività hanno un costo elevato, soprattutto se devono essere sostenuti da un gruppo di 40-50 persone. Siamo in attesa, per questo non abbiamo ancora preso alcuna scelta».