Sei mesi per prendersi la Serie A e restare al Verona: «Non sono qui di passaggio», dice Bruno Zuculini. Suo fratello Franco è ancora parcheggiato nell’elenco degli infortunati gialloblù. Lui, invece, appena arrivato all’Hellas – in prestito dal Manchester City, dopo il rientro in Inghilterra dal Rayo Vallecano –, ha già assaggiato i primi minuti in Italia: «Con il Latina sono stato inserito nel finale. Eravamo sotto e ho cercato di essere subito aggressivo (è stato ammonito dopo pochi minuti, ndr). Non è bastato per rimettere in piedi la partita, ma adesso c’è da pensare soltanto a domenica, alla Salernitana». Se Franco è l’artista di famiglia, appassionato musicista, bluesman raffinato e amante del jazz, nonché abile disegnatore, Bruno ha un temperamento diverso: «Non sono estroso come lui. Sono concentrato per intero sul calcio, sulla preparazione, sul pallone. Abbiamo un grande rapporto, ma cerchiamo di non vivere sempre l’uno in fianco all’altro: stiamo in appartamenti diversi, anche se spesso Franco viene da me per mangiare, dato che sono bravo a cucinare…».
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Incontrista che ha in Javier Mascherano il mito, Zuculini osserva: «Sul piano tattico sono abituato a giocare a due in mezzo. L’Hellas ha un altro tipo di impostazione, che mi porta a collocarmi davanti alla difesa. Con Pecchia ci si allena ad altissima intensità».
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Il ds Fusco ha praticamente chiuso con il Bologna per il prestito del centrale Alex Ferrari: manca solo l’ufficialità. Fusco segue anche, per la posizione di terzino destro, Kevin Diks, olandese sotto contratto con la Fiorentina, e prenota per giugno Riccardo Brosco, difensore del Latina in rete contro l’Hellas sabato.
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)