Atalanta-Udinese, Sottil: “La retrocessione sarebbe un dramma sportivo. E riconfermerei De Canio…”

Atalanta-Udinese penultima di campionato e con in palio punti salvezza non è una novità. Ci sono due precedenti e Andrea Sottil li ha giocati entrambi: il primo sulla sponda nerazzurra, il secondo su quella bianconera. Oggi che allena il Siracusa («ci manca un punto per salire in Lega Pro», racconta l’ex difensore) ed è fuori dalla mischia Sottil può raccontare con “distacco” quelle sfide e immaginare come verrà vissuta sulle due sponde che lui conosce così bene quella di domenica. Andrea, partiamo da quella sfida del Friuli datata 1998. Udinese in Europa, Atalanta in lotta per la salvezza: 1-0 per i bianconeri con gol di Calori. «Se avessimo fatto risultato a Udine avremmo potuto ancora salvarci. Zaccheroni fece giocare tutti i titolari, subimmo gol all’ultimo minuto. Una brutta giornata per l’Atalanta». Cinque anni dopo stessa sfida a Bergamo, ma qui era l’Udinese a doversi salvare. «Alla fine nel calcio ci si ritrova sempre. I nerazzurri erano già al sicuro, ma in squadra c’era qualcuno come Carrera che per la sconfitta di Udine era retrocesso e voleva “vendicare” quel ko. Dovemmo disputare una super-partita: ricordo che il secondo tempo fu un assedio, rischiammo più volte di subire il pareggio, alla fine andò bene. Ricordo che Pozzo prima della gara chiamò il gruppo storico e disse: io all’ultima di campionato non verrò allo stadio perchè rischierei l’infarto, quindi vedete di salvarsi a Bergamo». Domenica nuova puntata con lo stesso copione. É l’Udinese a rischiare. «Ci sono molte similitudini con la gara del 2001. Mi auguro che finisca come allora con i bianconeri in salvo. Udine è una piazza importante, con una società che ha fatto investimenti importanti. Il Friuli è un paradiso per calciatori e allenatori. Una retrocessione sarebbe un dramma sportivo per di più nell’anno del nuovo stadio e del trentennale di proprietà dei Pozzo. Averne di presidenti come lui in Italia». L’Atalanta è salva, ma è all’ultima partita in casa e lo stadio sarà tutto nerazzurro. «In campo ci vanno i giocatori non la coreografia dei tifosi. L’Udinese deve far valere le motivazioni: una salvezza è la sopravvivenza calcistica per una società, i giocatori dovranno andare in campo con il coltello fra i denti e far valere le motivazioni». Il guaio è che le motivazioni bisognava farle valere già con il Torino e invece… «Ho visto la partita e in effetti l’Udinese non aveva l’atteggiamento della squadra che deve salvarsi. Con tanti giocatori stranieri a volte a Udine la squadra fatica a calarsi nella realtà del campionato italiano, qui non ti regala niente nessuno. Però alcuni giocatori come Danilo, Felipe, Kuzmanovic, Thereau e lo stesso Di Natale devono prendere la situazione in mano». Domanda all’allenatore Sottil. Come si rimette in carreggiata un’auto dopo il fuoristrada con il Torino? «O ribalti lo spogliatoio, oppure eviti proprio di parlare alla squadra. Dipende dal gruppo che hai a disposizione. De Canio avrà sicuramente tracciato la linea da seguire». Lei con il il Deca visse forse la sua stagione migliore in A. «Ci sentiamo spesso, ho un buon rapporto con lui. Se salverà l’Udinese, e ci riuscirà, io lo riconfermerei. Conosce la piazza, sa lanciare i giovani e per lui sarebbe un’occasione per rilanciarsi».

(Fonte: Messaggero Veneto)

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