Proseguono le attività internazionali delle Venezia Football Club. In particolare, il primo febbraio Ted Philipakos, CEO del Venezia Football Club e Paolo Poggi, responsabile dei progetti internazionali del Venezia Football Club, sono stati a New York dove è avvenuto un ulteriore sviluppo dei progetti attuali. “Ci teniamo a dire che la nostra è una realtà locale – ha sottolineato Philipakos -“ed il fatto di guardare all’estero non significa perdere l’attenzione verso l’ambiente locale, bensì siamo la rappresentazione autentica di valori della nostra città ed è quello che vogliamo portare nel resto del mondo. La gente per questo si avvicina a noi: perché rappresentiamo Venezia nel migliore dei modi. Stiamo realizzando una serie di attività all’estero rivolte ai camp ed ai supporters club. I camp, in particolare, sono per noi un’opportunità di arrivare ai giovani, perché sono loro il futuro, saranno loro a decidere se il brand avrà successo e saranno loro a decidere se seguire la squadra. Va detto però che nei camp internazionali ci sono alcune differenze perché alcuni sono maggiormente rivolti allo sviluppo del brand, altri più alle qualità tecniche dei partecipanti. Per esempio, in Inghilterra vogliamo concentrarci in particolare sul brand, mentre negli Stati Uniti la preparazione sarà di tipo più tecnico. Il motivo è semplice: in Inghilterra il calcio è tradizione, quindi non vogliamo insegnare, mentre nel secondo caso c’è una grande base su cui lavorare, e sarebbe bello scoprire e portare qui in Italia una giovane promessa americana”.
“Attualmente – ha proseguito Philipakos – stiamo pianificando due camp all’estero: uno a New York, e uno a Detroit che dovrebbe coinvolgere anche Chicago e Toronto. Il camp di New York sarà sviluppato in due settimane e il camp di Detroit in una. La cosa interessante, inoltre, è che negli Stati Uniti siamo agevolati nello sviluppo perché abbiamo buonissimi rapporti con dei Club che collaborano con noi; a New York, in particolare c’è un’ottima scuola, mentre a Detroit c’è un noto allenatore. Non solo: i migliori giocatori degli Stati Uniti potranno allenarsi con i nostri ragazzi. Quanto invece ai supporters club – ha precisato il CEO arancioneroverde – non sono stati creati e neppure controllati dal Venezia, ma sono nati in maniera spontanea ed autonoma. Noi ci limitiamo ad aiutarli nello sviluppo, ma non li vogliamo indirizzare. Abbiamo comunque creato una sezione apposita sul sito internet del Venezia Football Club per i club, con i riferimenti di Paolo Poggi, per poter rimanere in contatto. Quello che a noi interessa è che queste realtà ci servono per capire il perché le persone si avvicinano a noi, in particolare l’appeal che questo brand può avere all’estero. Faccio un esempio: a New York, dal primo febbraio, c’è un locale che trasm
ette su maxischermo tutte le partite del Venezia, ed è frequentato soprattutto da giovani. Del resto lo sport è molto connesso col sociale, perché così la gente può conoscersi e sviluppare relazioni. Anche per questo i club sono solo una parte della nostra visione dello sviluppo del brand all’estero. Attualmente ci stiamo rivolgendo agli Stati Uniti, poi ci rivolgeremo anche in Europa e in Asia. Va detto che pochi Club in Italia possono fornire queste opportunità anche all’estero, dove tra l’altro i nostri partner commerciali, grazie a questo, possono rivolgersi agli Stati Uniti e sviluppare le loro attività. Oltretutto stiamo usando bene i social media, la stampa estera si interessa molto a noi, il nostro brand è cool, accattivante, quindi è facile trovare il motivo della connessione tra Venezia e New York: stiamo raccontando una storia e lo stiamo facendo bene, cercando di fare anche azioni personali”. In particolare, Philipakos ha raccontato un aneddoto: “Nel predetto locale di New York, al termine del match Venezia-Ancona, un avventore si è aggiudicato una maglia autografata dai membri della squadra lagunare, tramite una lotteria che consisteva nell’indovinare, o comunque avvicinarsi maggiormente, al minuto in cui il Venezia avrebbe segnato il primo goal. E’ stato un successo quella giornata, se si pensa che era il Superbowl Day, poi la partita era stata trasmessa alle 8:00 del mattino di domenica locali. Per giunta, nello schermo principale veniva proiettata la partita Venezia Ancona, nello schermo più piccolo quella del Manchester”.
Scendendo nel dettaglio, per quanto riguarda i camp: “Saranno organizzati a Northampton, a Tambre, a Mestre a Venezia poi si pensa a Polignano a Mare e, più avanti nel tempo, in un paese tra Numana e Sirolo, comunque nell’anconetano – ha detto Paolo Poggi. “Comunque le due settimane di Northampton stanno riscuotendo interesse anche fuori Venezia. La fascia di età a cui si rivolgono i campi è compresa tra gli 8 e 14 anni e tutte le informazioni sono reperibili sul sito del Venezia Football Club. In ogni camp dove giochiamo in casa ci sono solo tecnici nostri (in casa si intende Venezia Mestre e Tambre, n.d.r.), mentre per quanto riguarda le altre destinazioni, i nostri tecnici daranno supporto agli allenatori dei club locali di cui usiamo le strutture. La metodologia comunque è quella usata dai nostri allenatori, e tutti i camp prevedono che i ragazzi usino le nostre maglie da gioco. C’è un limite massimo di partecipanti: 80 per Mestre, al Taliercio, 80 per Venezia, al Penzo, e 50 per la prima e per la seconda settimana di Tambre. “Da sottolineare – ha affermato Poggi – che, per quanto riguarda il camp di Northampton l’offerta non prevede solo il calcio, ma i ragazzi potranno anche studiare l’inglese e trascorrere tempo con ragazzi che vengono da tutto il mondo. La parte linguistica, inoltre, è organizzata da una società specializzata in vacanze studio. Per quanto riguarda gli USA, è stato trovato un accordo con un’Academy piuttosto tosta negli Stati Uniti, dove Academy è un titolo che viene dato a chi rappresenta il massimo per quel settore. Il ranking sarà suddiviso per singole età. Le due settimane di New York prevedono una settimana open dove tutti i ragazzi di tutte le annate saranno coinvolti, ed una settimana in cui sarà maggiormente selettivo. Anche a New York ci saranno gli allenatori del settore giovanile del Venezia, e lì la fascia di età dei ragazzi sarà un po’ più elevata: andrà infatti dai 10 ai 16 anni”. Si auspica una buona partecipazione femminile: “Attualmente puntiamo al fatto che, almeno nei camp locali, partecipino anche ragazze”, ha dichiarato Marco Funes, responsabile del Women’s Venezia Football Club.