«Il Verona? Ha fatto una stagione eccellente e Tudor ha fatto un ottimo lavoro. Adesso si trova a un bivio importante: ha cambiato il direttore sportivo e l’addio di Tony D’Amico rappresenta una svolta per loro epocale. E poi ha cambiato anche allenatore. Perché il Venezia è retrocesso? Perché ha preso troppi stranieri e il troppo non va mai bene. Un conto è inserirne quattro o cinque in un contesto rodato, un altro è prendere tutti giocatori alla prima esperienza in Serie A. Rischi di pagare un prezzo altissimo e questo è accaduto. I playoff mancati dal Cittadella? Ci si aspetta sempre tanto dai granata ma ricordo che ha il budget più basso della B e nonostante questo non ha mai neppure rischiato di retrocedere. Il lavoro di Marchetti lascia il segno in positivo. La retrocessione del Vicenza? Un vero peccato, perché ha una proprietà di grandissimo livello e un pubblico straordinario. Se ripartirà, come pare, dalla C, dovrà fare tesoro degli errori commessi. Penso che proverà a risalire, le idee mi paiono quelle, anche perché in C non conviene a nessuno. Il Padova? Perdere due finali di fila, sportivamente parlando, è una tragedia. Conosco la piazza, non sarà facile ripartire sia dal punto di vista ambientale che tecnico. Il ridimensionamento? Può non essere un problema, a volte i campionati si vincono spendendo molto meno, lo dimostra l’esempio del Südtirol»: queste le dichiarazioni rilasciate sulle colonne del “Corriere del Veneto” da Giuseppe Pillon.