• 12 Aprile 2026

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Südtirol, un inizio flop: le spiegazioni. Venezia, su la testa. Triestina: Romairone, quando un ds sa vendere (e non è finita). Padova, Verona, Trento e Vicenza, cosa manca

La bravura di un direttore sportivo non è tanto, o non è solo quella di comprare i giocatori. Ma è anche e soprattutto quella di saper vendere. Prendiamo Giancarlo Romairone. E’ arrivato a Trieste, è stato agevolato da alcuni contratti in scadenza pesanti, ma ha letteralmente rivoluzionato la rosa: via Gomez, Procaccio, Martinez, Giorico, De Luca, Riccardi, Negro, Coppola, Di Massimo, Paulinho, giusto per fare degli esempi. Ha quasi completato l’opera, mancano Giannò, Ala-Myllymaki e Baldi e poi il capolavoro sarà completato. Il bello è che la squadra che sta nascendo è davvero forte e se dovessero arrivare due (se non tre) fra Minesso, Maric, Situm e Ciofani, si potrebbe quasi dire che stiamo assistendo alla nascita di una Triestina in grado di competere per il traguardo massimo, o per lo meno di essere fra le primissime. Non mancano le incognite: Bonatti, che pure ha fatto benissimo l’anno scorso, è alla prima esperienza in un top club di Serie C e dovrà dimostrare di aver assorbito il salto in avanti. La squadra, poi è tutta nuova, il solo Crimi rappresenta la vecchia guardia e non sarà semplice amalgamare tutto in tempi rapidi. 

Sul fronte cessioni menzione speciale anche per Federico Balzaretti, che è riuscito nell’impresa di liberarsi degli invendibili Longo e Jallow e per Massimiliano Mirabelli, che è riuscito a liberarsi di contratti stellari per la categoria (Chiricò, 260mila euro su tutti) e ha eseguito quanto richiesto dalla proprietà. Il Padova si è indebolito sulla carta rispetto allo scorso campionato ed è una delle maggiori incognite del girone A, nel senso che è difficile capire cosa aspettarsi. Può far bene, ma anche steccare. Dipenderà da come verrà assimilato il credo di Bruno Caneo. Tenendo presente che non sempre la carta rispetta i valori proposti, in tal senso basti ricordare proprio il Padova dello scorso anno, che partiva come squadra da battere e invece è stato scavalcato dal

E proprio di

Il Venezia rialza la testa con coraggio. Con la forza delle idee e grazie agli errori di Greco, che arretra il baricentro troppo presto, favorendo la rimonta. Javorcic dimostra proprio nella sua Bolzano di essere fortemente determinato a sfruttare l’occasione che gli è capitata. Capitolo mercato: aver trattenuto Cuisance vale come un acquisto a tutti gli effetti, Pohjanpalo se non si fa male può essere un crac, ora staremo a vedere chi sarà l’ultimo ritocco. La squadra di sicuro vale quantomeno i playoff, vedremo se qualcosa in più. La cosa più importante sarebbe approcciare diversamente i rapporti con l’esterno, che siano i tifosi, che siano l’ambiente nel suo complesso, che sia la stampa. I campionati si vincono anche così, non arroccandosi sulle proprie posizioni e mostrando apertura e comprensione per chi fa parte del mondo con cui, che piaccia o no, ti devi interfacciare.

Una postilla finale sul mercato che fra nove giorni terminerà. Cosa manca alle squadre del nostro territorio? Al Padova, se si vuole alzare l’asticella, manca un centrocampista, dopo l’infortunio di Kirwan adesso o un difensore o un esterno (dipenderà da dove si vuol far giocare Belli), un centrocampista, uno o due attaccanti; al Vicenza un esterno basso, un centrocampista (Cavion) e un difensore centrale, oltre al portiere; al Trento un difensore e magari un attaccante in grado di dare il cambio di passo; al Pordenone una mezzala di qualità; al Verona due difensori, un attaccante rapido (Kallon) e un centrocampista se partirà Ilic. Nonostante il pari di Bologna, gli allarmi in riva all’Adige continuano a suonare. E l’imminente cessione di Barak alla Fiorentina conferma quanto già si era intuito. Per i gialloblù potrebbe essere un anno veramente durissimo

 

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