Budimir, Gilardino, Ganz, Eusepi, Bianchi, Emeghara, Goitom, Tucudean, Chamakh, Capello. Fino all’ultima dichiarazione: “Arriveranno non uno, ma due attaccanti” dopo l’infortunio di Cernigoi e il ko di Ebagua. Una carrellata di attaccanti, la sentenza delle 19 del 28 febbraio dice che non è arrivato nessuno. Mentre alla fine nel gioco dare e avere a gennaio è successo quanto segue: via Raicevic al Bari, dentro Ebagua dalla Pro Vercelli, che pur di liberarsene ha accettato di darlo in prestito. Professionista serio, il gigante nigeriano, ma con un girone con poca benzina sulle gambe e un rendimento non esaltante. A Vercelli aveva cominciato benino, senza segnare, poi la pubalgia. Via Galano (i tifosi del Bari vengono a ringraziare il direttore Antonio Tesoro pure sulla pagina ufficiale del Vicenza) e dentro De Luca, su chi ci abbia guadagnato il bilancio è ancora presto per farlo. E De Luca (cui tocca fare il centravanti pur essendo una seconda punta o all’occorrenza, un esterno) non sta facendo male, anzi, c’è da ringraziarlo per la doppietta di ieri che tiene in vita una squadra che continua a perdere i pezzi: gli ultimi Giacomelli e Vita…
Rewind: arriva Capello, ha firmato, anzi no: è troppo tardi, le 23 del 31 gennaio sono passate, quindi non arriva nessuno e l’affare salta. Ma si può? Niente paura, ci sono gli svincolati, non disperiamo. Ecco l’infortunio di Cernigoi, il tesseramento di Cuppone comunicato due settimane dopo che su Transfermarkt la cosa era già segnalata in bella evidenza il 31 gennaio e la fiera delle voci: visite mediche, presunte soffiate, acquisti come con le figurine, colpi virtuali sempre strombazzati e poi succedeva sempre qualcosa. L’unica operazione che poteva avere senso era Chamakh, da tentare come scommessa. Niente nemmeno qui. Le visite mediche, il contratto, i soldi, varie ed eventuali.
E dire che Bisoli aveva solo chiesto Rolando Bianchi. E dire che qualcuno vorrebbe pure scaricare responsabilità sull’allenatore. E dire che Pastorelli ha salvato e sta cercando di farlo la società dall’affondamento. E dire che…. Vicenza merita qualcosa di meglio, non c’è che dire. Soprattutto dietro la scrivania.