Chi è Andrea Sottil? La gavetta, le idee e la sua Udinese

Possiamo considerare Andrea Sottil l’allenatore italiano del momento? Assolutamente sì, perché a differenza di tanti altri tecnici del mondo del calcio, lui per arrivare ad allenare in Serie A, ha fatto la gavetta, quella vera, quella che forgia, che tempra.

Sottil, del resto, è un ‘figlio del Filadelfia’, quello che un tempo era una vera e propria fucina di talenti sotto la straordinaria gestione di un vate del mondo giovanile come Sergio Vatta. Sottil, infatti, è diventato calciatore nel Torino, che lo ha preso bambino e lo ha fatto diventare un calciatore vero, capace di accumulare ben 376 presenze fra i professionisti, la maggior parte delle quali in Serie A, distribuite fra Torino, Udinese, Catania e Reggina.

Una Serie A che ora lo vede nuovamente e meritatamente protagonista perché è riuscito ad arrivarci anche in qualità di tecnico, conquistandola con il lavoro, l’applicazione. Caratteristiche ed atteggiamenti che hanno portato il suo attuale direttore generale, Pierpaolo Marino a sottolineare che lo ha scelto perché “mi aveva stupito favorevolmente che avesse accettato di mettersi in gioco nelle categorie inferiori, in ambienti in cui si deve sopperire a difficoltà anche fuori dal campo e dare sempre qualche cosa in più: un segno di grande carattere.”

E ora anche nella stesura della Serie A quote i maggiori Bookmakers è un po’ tutti gli appassionati del mondo del calcio si sono accorti di lui e della sua Udinese che viaggia non a caso a ritmi da Champions League con vittorie importanti conquistate anche contro squadre top come Roma e Inter.

Marino, del resto, è uno che la sa lunga e che ormai da anni si conferma come uno dei migliori dirigenti sportivi in circolazione ed ha premiato Sottil consegnandogli le chiavi dell’Udinese. La carriera del tecnico bianconero è cominciata da Siracusa, Prima divisione del 2011-2012, per proseguire poi con Gubbio, Cuneo, Paganese, Siracusa (dove ha vinto la Serie D), Livorno e Catania.

Il primo salto lo fa prendendosi la responsabilità tecnica del Pescara in B, ma è ad Ascoli Piceno che la sua carriera registra un vero e proprio sussulto, dove si mette davvero in mostra, proponendo un calcio di alto profilo e fortemente piacevole oltre che corroborato da risultati decisamente importanti. Due stagioni che lo pongono all’attenzione generale e in particolare a quella dell’Udinese che lo prende per il dopo Cioffi. Il resto è attualità e che attualità!

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