La zona Cesarini si sta rivelando piuttosto amara per la Luparense e dopo lo stop arrivato negli istanti finali del match di Bolzano, è maturato anche il mezzo passo falso casalingo con il Cartigliano, giunto ancora una volta al fotofinish. Sensazioni già vissute anche in altre occasioni, ad esempio nella trasferta di Montebelluna. C’è ancora rammarico nell’ ambiente rossoblù per le tante occasioni avute in questi match, non sfociate nel bottino pieno anche a causa di un pizzico di sfortuna. Da ritrovare subito, insieme a maggior cinismo e cattiveria agonistica a partire dall’ insidiosa trasferta di Mestre. In occasione della dodicesima giornata di Campionato, si gioca nella prestigiosa cornice dello Stadio Francesco Baracca, uno degli impianti più storici d’ Italia. Inaugurato nel 1896 come Ippodromo, fu destinato al calcio dal 1919, ospitando le partite interne del Mestre e per quattro stagioni quelle del Venezia-Mestre. Un club glorioso quello arancionero, capace di arrivare fino alla serie B (1946/1947) e di disputare ben 27 stagioni nella terza categoria nazionale, l’ ultima delle quali nella stagione 2017/2018. Nello scorso Campionato i veneziani hanno conquistato il nono posto (46 punti), che è valso una tranquilla posizione di centro classifica. In questo torneo, la partenza dei ragazzi guidati dal confermato Gianpietro Zecchin è stata decisamente al rallentatore: quattro sconfitte nelle prime quattro partite hanno fatto vacillare la panchina dell’ allenatore di Camposampiero. A partire dalla quinta giornata, la svolta: sei risultati utili consecutivi (tra i quali la roboante vittoria per 7-1 sul Cjarlins Muzane) interrotti solo dalla sconfitta esterna di domenica scorsa sul campo del Legnago. Attualmente i padroni di casa hanno rimontato fino al decimo posto in classifica (14 punti), a sole tre lunghezze dalla zona play-off. E’ un match molto particolare quello odierno, con tanti ex da una parte e dall’ altra. Nel Mestre, gli ex Lupi Cardellino (in gran forma con 5 reti all’attivo), Pilastro, Chajari e Severgnini. Nella Luparense in primis Mister Zironelli, condottiero dei veneziani nella stagione 2016/2017, conclusa con la vittoria del Campionato di serie D. Hanno condiviso con l’ allenatore vicentino l’ esperienza di Mestre Marco Beccaro, Andrea Boscolo, Massimo Bussi, Stefano Casarotto ed Alberto Rubbo. Negli anni successivi hanno vestito l’ arancionero pure Gianluca De Leo e Marco Frison. Ma oggi non c’è spazio per i ricordi e le inevitabili emozioni: chi saprà tenerle meglio a bada, partirà sicuramente con il piede giusto.
L’ INTERVISTA
In vista del match valido per la dodicesima giornata di Campionato, proponiamo di seguito l’ intervista a Mister Mauro Zironelli:
Buongiorno Mister, dopo la sconfitta al fotofinish con il Bolzano, un altro match deciso in zona Cesarini con la Luparense privata della vittoria negli istanti conclusivi della partita. Quanto hanno pesato questi finali di partita nello spogliatoio e come é proceduto l’ avvicinamento all’ insidiosa trasferta di Mestre?
Buongiorno a voi, in effetti si è riproposta una situazione analoga a quella della settimana scorsa. Con il Cartigliano abbiamo giocato un buon primo tempo, ma poi ci siamo abbassati troppo e pur rischiando poco abbiamo subito un’ altra rete nel finale. Peccato, perché volevamo riscattarci dopo il match di Bolzano e non ci siamo riusciti. In settimana ci siamo però allenati molto bene e la squadra è ancor più carica e vogliosa di portare a casa quello che merita. In effetti creiamo sempre diverse occasioni da gol, ed anche con il Cartigliano abbiamo avuto in più frangenti la possibilità di raddoppiare. Spero che i ragazzi tirino fuori sin da subito il cinismo e la cattiveria agonistica per concretizzare al meglio le palle gol che ci capiteranno. L’ importante per ora è produrle in buona quantità, sicuramente a breve riusciremo anche ad essere più precisi sottoporta ed a chiudere le partite quando ci si presenterà l’ opportunità. Sfortuna? Beh, sicuramente fino a questo momento non ci ha regalato niente nessuno e forse siamo un po’ in credito da questo punto di vista. Ma preferisco concentrarmi su altri aspetti e lavorare duramente sul campo per migliorare quelle situazioni dove ci sono ancora margini di crescita.
Oggi affrontiamo una squadra che hai condotto alla vittoria del Campionato di serie D nel 2017. Quali emozioni provi nel ritornare a Mestre? Che partita ti aspetti e come inquadri il match della dodicesima giornata?
In effetti questa è una partita per me molto particolare e non è come tutte le altre. Oggi gioco contro una squadra per la quale ho dato tanto ma dalla quale ho anche ricevuto molto: da società, tifosi e giocatori. E’ un posto che conosco molto bene, avendo anche giocato a Venezia ed abitato a Mestre: è un po’ la mia seconda casa. Come me hanno vissuto l’ esperienza di Mestre anche diversi giocatori che fanno parte dell’ attuale rosa della Luparense, che ho visto molto concentrati e vogliosi di disputare un’ ottima partita. A questo proposito, alcuni giocatori non sono ancora al 100% della condizione, ma gradualmente stanno crescendo e torneranno nelle prossime settimane a pieno regime.
In conclusione Mister, che emozione c’è nel ritrovare Gianpietro Zecchin, che hai avuto a Mestre come giocatore e che ora guida la panchina arancionero? In che rapporti sei rimasto con lui una volta che le strade si sono separate?
Con lui ho un bellissimo rapporto, lo ho avuto quando era mio giocatore e l’ ho conservato successivamente, quando ha intrapreso la carriera da allenatore. Ha portato avanti anche una certa filosofia di gioco e questo è gratificante. Ritrovo anche il mio ex preparatore, per cui non sarà semplice tenere a bada le emozioni. Per novanta minuti saremo avversari, ma poi tornerò ad abbracciarli come se questi anni non fossero mai passati.